Presentata risoluzione politica per inserimento in GaE dei diplomati magistrali

Una risoluzione politica per risolvere la questione dei diplomati magistrali era la proposta che nei giorni scorsi un noto studio legale aveva avanzato in favore dei ricorrenti. Le successive contestazioni dimostrate da tantissimi docenti che attendono l’esito della Plenaria avevano indotto a soprassedere. Apprendiamo adesso che la risoluzione politica è stata presentata lunedì scorso in Senato dal senatore Aldo Di Biagio. Qui il testo integrale della mozione.

I punti salienti della mozione

La risoluzione politica presentata dal senatore Di Biagio viene preceduta da una lunga relazione sull’annosa questione del valore abilitante del diploma magistrale conseguito prima del 2001/2002. In ragione delle diverse pronunce della giustizia amministrativa sul diritto all’inserimento in Gae dei diplomati magistrali, in essa viene chiesto l’impegno al governo di procedere in via definitiva all’inserimento a pieno titolo degli interessati includendo i laureati in scienza della Formazione Primaria. Riportiamo di seguito i tre punti della mozione del senatore Di Biagio:impegna il Governo:

1) ad avviare le opportune misure finalizzate a porre rimedio alle criticità evidenziate, con riferimento all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e della primaria, segnatamente in relazione al dovuto riconoscimento del valore dell’abilitazione conseguita dai diplomati magistrali entro il 2001/2002 e all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento attraverso un’opportuna valutazione del servizio prestato;

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2) ad avviare le opportune misure finalizzate a porre rimedio alle criticità evidenziate, con riferimento all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e della primaria, segnatamente in relazione agli insegnanti abilitati mediante conseguimento della laurea in Scienze della formazione primaria vecchio ordinamento e nuovo ordinamento attualmente esclusi dall’accesso alle graduatorie ad esaurimento, valutandone l’inserimento in una nuova fascia delle stesse graduatorie, oppure predisponendo un ulteriore canale valevole per il 20 per cento dell’accesso ai ruoli nella scuola dell’infanzia e della primaria, nella forma di una graduatoria regionale con accesso definito mediante concorso per soli titoli e adeguata valutazione del servizio già prestato presso le istituzioni scolastiche, da affiancare ai vigenti canali di reclutamento già previsti dalle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di merito dei concorsi;

3) ad avviare la celere definizione del decreto ministeriale previsto dal comma 5 dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 66 del 2017 finalizzato a definire i piani di studio, le modalità attuative e quelle organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica, nonché i crediti formativi necessari per l’accesso al medesimo corso di specializzazione, garantendo un’adeguata valorizzazione dei percorsi formativi e dei crediti formativi e tirocini già ampiamente conseguiti nel corso della laurea.

Criticità

A prima vista è senza dubbio obiettabile il punto 2 laddove chiede che il 20% degli inserimenti in Gae siano rivolti ai laureati in Scienze della Formazione Primaria del v.o. Ci piace ricordare che la giustizia amministrativa di fatto non ha mai accolto il teorema secondo il quale questa categoria di docenti avrebbe il diritto all’inserimento in questione perché la chiusura delle graduatorie permanenti sarebbe intervenuta durante la frequenza ai corsi universitari. In secondo luogo, in punta di diritto il punto 1 non sta in piedi. Il paletto del servizio non è mai stato un ostacolo al riconoscimento del diritto del docente diplomato il valore abilitante del titolo. Emergerebbe uno stridente contrasto con la misura decretata dalla legge 107 del piano straordinario di assunzioni rivolto ai docenti nelle Gae che hanno ottenuto il ruolo senza nemmeno un giorno di servizio.