Quella risoluzione politica che i diplomati magistrali non vogliono

Nessuna risoluzione politica prima che sia noto l’esito della Plenaria. La posizione degli oltre 50mila diplomati magistrali con ricorsi pendenti al Tar ha inteso dissociarsi dalla mozione presentata pochi giorni fa dal senatore Aldo Di Biagio. In redazione ci è giunto questo comunicato stampa di cui diamo integrale diffusione.

Il Comunicato Stampa

In relazione a quanto pubblicato ieri circa la mozione in favore dei diplomati magistrali, Azione Scuola intende esplicitare la propria posizione in merito, a tutela in primis dei propri assistiti ed in genere di tutti i diplomati magistrali che attendono la definizione nel merito del loro diritto all’inserimento in Gae. Riteniamo di doverci dissociare seccamente dalla risoluzione presentata dal Senatore di Biagio in quanto assolutamente intempestiva ed inopportuna. La condizione esposta nel punto 1 della mozione di cui si parla a nostro giudizio è irricevibile. Il diritto all’inserimento nelle Gae dei diplomati magistrali prescinde dal servizio prestato, come del resto più volte enunciato nei diversi pronunciamenti della giustizia amministrativa. Il Miur e la politica hanno avuto 18 anni di tempo a disposizione per regolarizzare la posizione degli interessati. Per tale motivo non si comprende come, a pochi giorni dalla pubblicazione dell’esito dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che da sola sarebbe in grado di indicare le azioni possibili, si possano appoggiare proposte di vincoli sul servizio che andrebbero a porsi in evidente contrasto con le disposizioni del Piano Straordinario di Assunzioni decretato con la Legge 107 dove, lo ricordiamo ancora una volta, sono stati immessi in ruolo molti docenti privi del servizio che ora si pretende in capo ai diplomati magistrali. L’intervento dei giudici di Palazzo Spada è stato richiesto per poter dare una definizione univoca di una normativa contestata e giammai per produrre ulteriori condizioni discriminatorie della condizione di tali docenti che risulterebbero oltremodo lesive dei diritti costituzionali sanciti dall’articolo 3. La nostra associazione ritiene che nessuna azione sia necessaria prima di conoscere la chiusura del contenzioso, convinta com’e di non dover tirare la giacchetta a nessuno e di fare la sponda per un consenso politico che non si intende offrire.

Il Presidente

Dott. Bruno Ventura