Autonomia scolastica: dove finisce la norma e inizia il compromesso
Autonomia scolastica: dove finisce la norma e inizia il compromesso

Autonomia scolastica sempre più a rischio – Non è facile trattare questo delicatissimo argomento, ma in nome della legalità e nell’interesse della verità, parliamo di quella autonomia scolastica che in molte scuole pubbliche italiane sta via via scomparendo. A farne le spese, purtroppo, sono sempre i soliti cittadini/contribuenti trattati quasi sempre come dei veri e propri bancomat. La scuola pubblica, la quale dovrebbe garantire la gratuità e l’apertura a tutti i cittadini, ogni giorno assume le sembianze di un’azienda privata con le sue scelte commerciali e i suoi profitti economici. A quanto pare, la gratuità e la frequenza incondizionata rimane scritta solo tra gli articoli della nostra Costituzione.

Autonomia scolastica, troppi compromessi: adesso gli Enti locali riescono a soggiogare l’autonomia degli Organi Collegiali delle Istituzioni scolastiche

La tanto sbandierata autonomia scolastica, la quale dovrebbe rappresentare la norma per una scuola, sembra essere stata cancellata o addirittura soggiogata dalle intromissioni sconsiderate e spregiudicate di molti comuni per lasciare il posto al compromesso con gli stessi Enti, i quali, invece di compartecipare alle spese di gestione e manutenzione dei locali scolastici, spesso, sembrano disinteressarsene per ragioni di opportunità politica legata alla cosiddetta spending review.
I debiti fuori bilancio che molti comuni italiani hanno cumulato in questi ultimi anni (con i loro bilanci gonfiati e/o stravolti) stanno contribuendo a costituire un deterrente (istituzionalizzato) per cercare di sgravare o alleggerire le loro responsabilità economiche nei confronti delle scuole pubbliche italiane, di ogni ordine e grado.
Partendo dall’attualità abbiamo scelto di esprimere le nostre opinioni circa il clamoroso caso verificatosi nei giorni scorsi in una scuola di Bologna. La proposta avanzata dalla Giunta del Comune di Bologna (con atto pubblico del 21 novembre 2017) al Consiglio d’Istituto della scuola dell’infanzia ha dell’incredibile! La giunta comunale, infatti, ha chiesto espressamente al Consiglio d’Istituto della scuola una delibera che modificava in toto il regolamento e la carta dei servizi già presente nella stessa scuola. In quella delibera l’Amministrazione Comunale, senza giri di parole, ha chiesto indirettamente di abrogare la gratuità scolastica, introducendo per questo motivo una vera e propria tariffa di frequenza per gli studenti.
Dopo quanto raccontato, la reazione della FLC CGIL di Bologna non si è fatta attendere. Un comunicato stampa deciso e ficcante testimonia la gravità con cui le amministrazioni comunali riescono persino a condizionare le scelte didattiche e organizzative degli Organi Collegiali interessati, in barba all’Autonomia scolastica che ogni istituzione dovrebbe possedere.

Il Comunicato Stampa Funzione Pubblica e FLC CGIL Bologna

Con un atto del 21 novembre 2017 la Giunta comunale del Comune di Bologna propone al Consiglio di deliberare una modifica del regolamento e della carta dei servizi della scuola dell’infanzia che abroga la gratuità e introduce una tariffa di frequenza.
Decisione assunta senza alcuna concertazione con le parti sociali e che muta radicalmente l’approccio politico al tema della universalità della scuola pubblica, subordinando formalmente la possibilità di frequentare la scuola dell’infanzia al pagamento obbligatorio di una tariffa.

Scuole dell’infanzia comunali di Bologna: no alla tariffa di frequenza

L’art. 1 della Legge 444/68 estende il principio contenuto nell’art.34 della Costituzione (La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”) alla scuola dell’infanzia dichiarando: “La scuola materna statale, che accoglie i bambini nell’età prescolastica da tre a sei anni, è disciplinata dalle norme della presente legge. Detta scuola si propone fini di educazione, di sviluppo della personalità infantile, di assistenza e di preparazione alla frequenza della scuola dell’obbligo, integrando l’opera della famiglia. L’iscrizione è facoltativa; la frequenza gratuita.” Le scuole del Comune di Bologna, scuole paritarie a norma di legge, si sono fino ad oggi attenute agli stessi principi.
E’ quindi piuttosto sconcertante notare come uno stravolgimento dell’approccio politico al tema della universalità dell’accesso alla scuola dell’infanzia venga affrontato con un approccio da mero atto amministrativo. Il principio della scuola pubblica e gratuita della Repubblica, è stato scritto dai Padri e dalle Madri Costituenti   per   rendere fattivo il principio contenuto nell’art. 3 della Costituzione (“E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”).
Le lavoratrici e i lavoratori delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna sono consapevoli del valore del principio che garantisce la gratuità della scuola pubblica. Per questo motivo auspichiamo che la Giunta incontri le parti sociali per trovare soluzioni che non mettano in discussione la libertà di accesso all’istruzione a partire dalla scuola dell’infanzia e che nel frattempo sospenda il percorso della delibera.
Il link al Comunicato FLC CGIL