Decreto transitorio: slitta tutto?

Il decreto per l’attuazione della fase transitoria prevista dal decreto legislativo 59/2017 e i tempi per la sua emanazione sono stati l’oggetto di un incontro tenutosi nella giornata di ieri al Miur con i sindacati. In rappresentanza dell’amministrazione ha partecipato il dottor Pinneri informando i presenti dell’imminenza della pubblicazione del decreto in oggetto. Nel corso della riunione è stata fatta presente la criticità emersa dalla recentissima sentenza della Corte Costituzionale che rischia di complicare i piani dei docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto per entrare di ruolo.

Rivedere il comma 3, art.17 del D.L.gvo 59/2017

La recente sentenza numero 251 della Corte Costituzionale ha divelto uno dei principi cardine della legge 107, in ordine all’esclusione dei docenti già titolari di un contratto a tempo indeterminato alle dipendenze del Miur, relativo alla partecipazione ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente. La disposizione che ha ricevuto il giudizio di illegittimità costituzionale è contenuta nell’articolo 1 del comma 110. Al punto 6 della sentenza in oggetto leggiamo testualmente che “le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 110, della legge 107 del 2015, sollevate dal Tar Lazio con ordinanza iscritta al numero 134 del 2015, sono fondate, in riferimento agli articoli 3, 51 e 97 Cost.“; per usare le stesse parole dei Giudici della Suprema Corte, la disposizione censurata appare ‘eccentrica’.

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Il pregiudizio

I docenti abilitati temono che i colleghi immobilizzati decidano di partecipare al transitorio impugnando il prossimo bando del concorso se non venisse cassata quella parte del comma 3 dell’articolo 17 già censurata dalla Corte Costituzionale. Nè il ricorso alle procedure di mobilità sarebbe in grado di rispondere alle loro esigenze, come del resto enunciato nella stessa sentenza numero 251 della Corte. La logica conseguenza di tutto questo sarebbe l’allargamento della platea degli aspiranti al ruolo. Essa finirebbe con l’arrecare un grave pregiudizio ai docenti abilitati per i quali originariamente era stata pensata la fase transitoria, ritardando oltremodo i tempi per la stabilizzazione e finendo con lo snaturare il principio stesso per il quale essa era stata istituita.

Periodo di riflessione

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La preoccupazione è stata esplicitata nei resoconti sindacali nel modo seguente: “Risulta necessario dopo la sentenza della Corte Costituzionale verificare se vale ancora il requisito di non essere titolari di contratto a tempo indeterminato di docente presso le scuole statali. Se così non fosse i problemi di gestione sarebbero enormi.” L’ovvia conclusione è che i tempi di pubblicazione del decreto slitteranno ulteriormente in quanto il Ministero prenderà un periodo di riflessione.