Berlusconi cerca voti nella scuola

Silvio Berlusconi è convinto che alle prossime elezioni il centro-destra otterrà il 40% dei consensi per andare al governo. Nei sondaggi degli ultimi giorni il suo partito (Forza Italia) ha sorpassato la Lega di Salvini raggiungendo il 16%, con un distacco di 4 punti percentuali dai probabili alleati. Per accelerare la marcia verso il traguardo, Berlusconi interviene nella problematica della scuola e lo fa con una lettera inviata allo Snals in cui promette di dare ascolto ai docenti e alle famiglie.

Il messaggio

Il leader di Forza Italia, alla vigilia della tre giorni del congresso dello SNALS, ha inteso mandare il suo messaggio di apprezzamento per quanto fatto dal sindacato. “Lo Snals svolge il ruolo di tutela dei lavoratori della scuola, libero da quei condizionamenti politici che troppo spesso hanno fatto tanto male alla scuola italiana”. Berlusconi afferma che il rapporto con le parti sociali e i corpi intermedi è sempre al primo posto nelle politiche di Forza Italia. A rinforzo di questa tesi corrobora la sua affermazione aggiungendo che la politica non deve calare decisioni dall’alto. Garantisce che saprà ascoltare chi lavora e che affronta quotidianamente i problemi. Il futuro del paese va affidato a loro e non ai professionisti della politica che troppi danni hanno fatto in questi ultimi tre anni. L’autonomia scolastica va difesa; la libertà delle famiglie nella scelta dell’indirizzo educativo va rispettata e la valorizzazione della professione degli insegnanti è al primo posto. In tutto questo vanno limitati al massimo tutte le intrusioni burocratiche che rallentano il lavoro verso questa direzione. Tutto questo rende necessaria una svolta profonda che noi ci impegniamo a realizzare con voi e per voi, conclude il messaggio.

Scetticismo

Un impegno deciso, quello che Berlusconi prende con gli insegnanti, che la maggior parte degli interessati accoglierà con enorme sospetto. I disastri provocati dal suo partito con i tagli pesanti di cattedre e con i tirocini formativi del 2010 privi di valore concorsuale, pesano come un macigno su di lui e su tutti i suoi alleati. In politica conta molto saper tradurre nei fatti quanto promesso in campagna elettorale. Questo significa mostrare credibilità, quella che con la precedente esperienza di governo e clamorosamente mancato all’appello e ha creato le premesse dell’emergenza di docenti cui il transitorio promette riparo.