Torino: maestra perseguitata dal marito, 20 anni di stalking
Torino: maestra perseguitata dal marito, 20 anni di stalking

Un episodio che poteva avere conseguenze davvero tragiche quello accaduto a Torino. Una maestra di 52 anni era da tempo ossessionata da uno stalker, un uomo di 47 anni, suo marito. Un tormento durato 20 anni, che è finalmente terminato grazie al coraggio della donna che ha avuto la forza di denunciare il suo aguzzino. L’uomo, invasato da una gelosia morbosa, aveva recentemente minacciato la moglie con un messaggio: “Ti ammazzerò. Ti brucerò nell’acido”. Lo scorso giovedì l’aveva aspettata dinanzi alla scuola elementare dove lei lavorava. Aveva in tasca un coltello di 16 cm. Nessuno può sapere cosa avesse in mente di fare.

Torino: stalking a maestra per 20 anni, l’arrivo dei carabinieri

L’insegnante aveva notato dalla finestra il marito appostato per strada. Subito dopo ha contattato i carabinieri, riferendo: “E’ di nuovo qui”. Poco dopo, l’uomo è stato arrestato dai militari. In seguito la donna ha loro raccontato la sua triste storia: 20 anni di angherie e persecuzioni da parte dell’uomo. La vittima ha dichiarato che il 47enne la teneva segregata in casa e che non le permetteva di uscire per Torino, neanche per andare a buttare l’immondizia.
Un amore malato quello nei confronti dell’insegnante, la quale non aveva la possibilità di incontrare le amiche o le colleghe di lavoro. La donna non poteva uscire neanche per andare a fare la spesa. L’uomo era incredibilmente geloso della moglie e spesso la picchiava. La maestra è stata momentaneamente accolta in una delle stanze messe a disposizione dai carabinieri, per accogliere e seguire le vittime di violenze di genere. La maestra di Torino ha dichiarato di non aver mai sporto denuncia finora, in quanto aveva paura di possibili gravi ripercussioni da parte del coniuge.

Il coraggio di denunciare

Sono state 68 le donne vittime di femminicidio in questo 2017. Nel 2016 sono risultate essere 121. Prima che avvenga l’inevitabile, bisogna avere il coraggio di denunciare, in quanto nel futuro ci sarà sempre una nuova opportunità, una nuova speranza ed una nuova vita. Come del resto ha affermato Simona Izzo: “Come madre, come zia e come nona, credo che il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti sia fortemente nelle nostre mani e che l’educazione sentimentale degli uomini cominci proprio da noi”.  Ricordiamo che esiste un numero di pubblica utilità per le donne vittime di violenza, è il 1522, gestito dal Telefono Rosa. Esso garantisce un servizio multilingue sempre attivo, 24 ore su 24.
Fonti:
Torino.repubblica.it
Settimanale Giallo Storie-Delitti-Misteri Anno V n. 49 13 Dicembre 2017 Cairo Editore