Precari, Gilda: procedura ad hoc per stabilizzare i docenti con 36 mesi di servizio
Precari, Gilda: procedura ad hoc per stabilizzare i docenti con 36 mesi di servizio

Il FIT (formazione iniziale e tirocinio) è un percorso denso di trappole in cui i docenti precari rischiano di incappare. Su tutti prevale la non ripetibilità del Fit di cui c’eravamo già occupati in un nostro articolo di circa 4 mesi fa. Per la pubblicazione del decreto e del bando di concorso per gli abilitati siamo oramai al rush finale con l’uscita prevista a giorni , come dichiarato dal ministro Valeria Fedeli al quotidiano Il Mattino di Napoli. In queste ore al Miur stanno apportando le correzioni al bando che discendono dalla recente sentenza della Consulta circa la partecipazione dei docenti di ruolo.

Licenziamenti facili

La rassegna stampa della FLC CGIL pone l’accento su un articolo redatto da Italia Oggi che riguarda la previsione della cancellazione da tutte le graduatorie contenuta nel decreto legislativo 59/2017. Il CSPI aveva suggerito di correggere questo punto prevedendo la cancellazione alla fine del percorso FIT anziché all’inizio. A quanto pare il Miur non ha accettato di accogliere la proposta di mitigare il regime della valutazione finale. Una volta fatto l’orale il candidato viene inserito nella graduatoria di merito regionale e da lì convocato per sostenere l’ultimo anno di FIT in qualità di anno di prova con contratto a tempo determinato. Il mancato superamento costringerebbe gli interessati a tentare la strada del concorso ordinario. Questo senza il salvagente delle supplenze annuali a causa dell’espunzione dalle graduatorie ad esaurimento e di istituto.

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Contrasti col T.U.

Se l’amministrazione non dovesse recedere dall’intenzione di non modificare questa norma verrebbero di fatto a crearsi le condizioni per un licenziamento dei docenti che non supereranno l’anno di prova. Nell’esposizione successiva si fa riferimento alla cancellazione dalle graduatorie di merito dei concorsi, dalle GaE e dalle graduatorie d’istituto spiegando che ciò aprirebbe la strada all’apertura di un nuovo contenzioso. Verrebbe a configurarsi una lesione dell’interesse del candidato che potrebbe risultare meritevole di tutela anche in sede cautelare.