Scuola: Pittoni e la formazione docenti di sostegno
Scuola: Pittoni e la formazione docenti di sostegno

In questo nuovo comunicato stampa, vi porteremo a conoscenza della questione scuola e formazione docenti di sostegno secondo l’esponente leghista Mario Pittoni. Un discorso non nuovo certo, ma in tale articolo renderemo noti gli ultimi pensieri ed affermazioni del politico. Come dovrebbero essere modificati i corsi di specializzazione? Quanto è grave la penuria di insegnanti titolari all’inizio di ogni anno scolastico? Pittoni cerca di dare delle risposte a tali interrogativi.
Ricordiamo inoltre,  come Mario Pittoni abbia da sempre a cuore il futuro della scuola italiana e di come lamenti spesso alcune incongruenze e mancanze del sistema scolastico nostrano. Del resto, il politico in questione ricopre il ruolo di Responsabile Federale Istruzione Lega Nord. Alla fine del comunicato, Pittoni offre inoltre alcuni consigli su come garantire la continuità didattica a tutti gli alunni. Buona lettura!

Scuola: Pittoni, docenti di sostegno e esigenze territorio 

Basta corsi di specializzazione sul sostegno totalmente scollegati dall’effettivo fabbisogno regione per regione! Se è grave che la scuola riparta tutti gli anni senza insegnanti titolari, diventa inaccettabile quando il problema coinvolge ragazzi con disabilità». Lo afferma Mario Pittoni responsabile federale istruzione della Lega. «Nel sostegno – spiega Pittoni – serve poco che il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ammetta la necessità di almeno altri 10 mila docenti in organico di diritto,  se per i corsi di specializzazione il Piemonte si vede assegnare solo 200 posti, il Veneto 280, l’Emilia-Romagna 310, la Calabria 250. A farne le spese sono studenti già con le loro difficoltà, che devono accontentarsi di supplenti non specializzati, magari neolaureati privi di esperienza e competenze atte a garantire un’adeguata crescita formativa. Pregando non succeda come l’anno scorso, quando troppi di questi ragazzi hanno visto cambiare il docente di sostegno anche quattro volte in pochi mesi. A conferma che l’unica strada per garantire la continuità didattica cui hanno diritto tutti gli alunni, ma in particolare quelli con difficoltà, è – conclude Pittoni – la regionalizzazione dell’intero sistema di reclutamento».