formazione professionale, CCNL

L’ On. Silvia Chimienti è intervenuta nel dibattito del rinnovo contrattuale con un editoriale sul suo blog il cui titolo è già sufficientemente esaustivo: “Rinnovo contratto docenti, solo una mancia”. Si tratta di un argomento molto spinoso, scrive l’onorevole Chimienti nel blog, perché trovare le risorse necessarie per metterlo in atto non è affatto impresa facile. E’ notizia di questi giorni quella secondo la quale il Ministero delle Finanze sta cercando altri 300 milioni di euro per poterlo rendere effettivo.

Dal Blog di Silvia

Dopo 10 anni di contratto bloccato, un anno di contrattazione con i sindacati e lo stipendio dei docenti che è il più basso del pubblico impiego (lo squilibrio salariale è anche a livello europeo, un dislivello netto e chiaro che ci viene ribadito periodicamente dall’Ocse…. i docenti italiani sono i meno pagati d’Europa), il governo se ne esce con un aumento che sembra più una mancetta come contentino! Siamo sempre stati al fianco degli insegnanti e la dignità professionale deve essere anche riconosciuta da un adeguato e corretto compenso salariale. Gli 85 euro lordi, quindi 40-50 euro netti, di Gentiloni si tramuteranno in una mancia che verrà poi ripresa con gli interessi successivamente, è la prassi del PD. Non permetteremo questa ulteriore offesa alla scuola italiana.

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Considerazioni finali

Gli €85,00 in busta paga in più elargiti dal governo Renzi agli insegnanti sono la classica testimonianza di come le rassicurazioni del PD siano in realtà promesse da marinaio. In questi giorni sui social infuria la polemica per le enormi trattenute in busta paga ricevute da tantissimi docenti precari che hanno registrato sottrazioni pari in qualche caso anche a €1300,00. L’entità di questo ingente prelievo fiscale è conseguenza diretta degli ammonimenti di Bruxelles al governo italiano a modificare la Legge di Bilancio in senso più restrittivo. Facile intuire come con una mano si conceda e con l’altra immediatamente si tolga in misura superiore, mascherando l’aumento di tassazione imposto dall’Europa con l’elargizione di un bonus volto esclusivamente a mantenere il consenso elettorale.