M5S, Programma Scuola: ecco perché gli insegnanti voteranno pentastellato
M5S, Programma Scuola: ecco perché gli insegnanti voteranno pentastellato

Ecco i punti salienti del programma M5S sulla scuola. Iniziano a trapelare le prime linee di intervento del movimento pentastellato su questo versante. Noi riteniamo, a ragion veduta, che il programma sulla scuola presentato oggi dal movimento di Grillo andrà sicuramente a genio a quasi tutti gli insegnanti. In questi ultimi anni molti di loro hanno inveito contro le scelte politiche ‘distorte’ contenute nella “Buona Scuola” firmata Renzi – Giannini.
Un comunicato ufficiale del M5S inizia a fare chiarezza sul futuro della scuola italiana pensata da Di Maio & Co. In breve, questi i punti salienti:

  • Una risposta concreta sulla questione irrisolta degli 80mila precari, del personale ATA (15.000 assunzioni accantonate) e dei Dirigenti Scolastici; a questo proposito tutte le assunzioni saranno effettuate sulla base del reale fabbisogno;
  • Sarà eliminato il limite degli insegnanti di sostegno imposto dalla legge 244/2007;
  • Sarà abbassato il numero degli alunni per classe;
  • Verrà finalmente retribuita la formazione del personale scolastico;
  • Saranno realizzate nuove strutture edilizie più solide ed accoglienti.

Ma scopriamo nel dettaglio i contenuti del comunicato M5S a proposito della tematica scuola.

Programma M5S Scuola: Il comunicato del Movimento pentastellato a proposito di scuola  

Abbiamo partecipato al XI congresso dello Snals-Confsal perché il  MoVimento 5 stelle da anni ha avviato un confronto con tutte le parti  sociali del mondo della scuola.
Presentiamo le nostre proposte che  vogliamo realizzare quando saremo al Governo. Il nostro obiettivo è  costruire una scuola inclusiva, innovativa e sicura in cui ciascun  membro della comunità scolastica, dal docente allo studente, si senta  adeguatamente valorizzato. Per questo vogliamo da un lato risolvere  problemi che si trascinano da anni nel mondo della scuola, dall’altro  ripristinare i cambiamenti positivi e apportarne di nuovi”.
I deputati della commissione Cultura sottolineano con Maria Marzana l’importanza del confronto con tutte le realtà della scuola che vogliono partecipare al cambiamento: “La situazione scolastica attuale soffre ancora la presenza di 80 mila docenti precari, con conseguenze negative sulla continuità didattica. Un posto su tre di sostegno è in deroga e coperto da insegnanti non specializzati.
Il personale ATA ha organici insufficienti a coprire il carico di lavoro amministrativo, di sorveglianza e assistenza. In merito ai dirigenti, ci sono 1700 reggenze con conseguenze sul carico di lavoro e disagi per l’utenza.
Noi abbiamo soluzioni concrete per problemi annosi: assunzioni sulla base del fabbisogno numerico e delle competenze necessarie per realizzare l’offerta formativa, eliminazione del limite del numero degli insegnanti di sostegno posto dalla legge 244/2007 e dichiarato illegittimo dalla corte costituzionale.
Per il personale ATA sosteniamo il ripristino delle 2020 assunzioni e delle supplenze brevi, inoltre lo sblocco 12.500 posti accantonati. Lo stesso si deve fare per i dirigenti, assunzioni sulla base del fabbisogno. Queste sono alcune delle nostre soluzioni, alla base c’è la necessità di tornare a finanziare l’istruzione.
Altre proposte che hanno riflessi positivi su chi opera quotidianamente nel mondo della scuola sono l’abbassamento del numero di alunni per classe, la formazione retribuita, strutture scolastiche solide e ambienti di apprendimento attrezzati e accoglienti. Avere una scuola di qualità e con personale motivato è la base del cambiamento che auspichiamo per il nostro Paese”.
Fonte: “La Tecnica della Scuola