Università: errori nel bando e le ripercussioni sulla ricerca

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Sarebbe dovuta essere una bella occasione per rilanciare la ricerca di base nelle università italiane. Parliamo di un finanziamento corposo pari a 45 milioni di euro destinati a ricercatori e professori associati. I finanziamenti erano in tutto 15mila all’inizio. Ora, dopo un anno, le borse di studio si sono ridotte ad appena 9mila. Oltre il 35% dei finanziamenti disponibili è andato perduto per una causa che dire ‘sciocca’ è un eufemismo. Ovvero, un errore nel bando scritto dal Governo, che prevedeva un tetto massimo di assegnatari, a prescindere dal numero effettivo dei partecipanti. Morale della favola? Quasi 6mila domande sono state respinte, nonostante, almeno in teoria, ci fossero almeno 5mila posti assegnabili. 

Università: un bando completamente sbagliato

Un’ottima occasione per rimpolpare i finanziamenti delle università è andata in fumo. Colpa di tutto questo è il bando scritto male. I limiti fissati dall’esecutivo, infatti, non permettevano in alcun modo la possibilità di assegnare le borse disponibili. Il Governo ha preteso ci fossero delle selezioni, quando invece sarebbe stato più semplice e e pratico la creazione di una  graduatoria, per l’assegnazione. Si è scelto invece di prendere una strada più tortuosa e fallibile (come  stato infatti) probabilmente per un sentimento di natura meritocratica, tipico del governo di renziana memoria.
Inoltre, come fa sapere l’Anvur, i vincitori assegnatari non erano 15mila come si credeva in un primo momento, bensì molti meno: 9446. Di questi, 7124 sono ricercatori ed altri 2342 i professori associati. Ovvero: le due categorie a cui era stato destinato il finanziamento in questione. Le domande sono state in tutto 17308, comunque un numero maggiore rispetto ai posti disponibili.  

Università: 16 milioni sottratti alla ricerca

Inizialmente erano 45, ma ora sono soltanto 28,4 i milioni di euro disponibili per la ricerca. Tuttavia, sembra che la somma restante non sarà persa completamente. I 16,6 milioni “sottratti” saranno destinati ad Un Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane, ripartiti, in base alla quota di spettanza, tra i vari atenei. A prevederlo è un decreto ministeriale bandito lo scorso Agosto dal Ministero dell’istruzione. Una distribuzione un po’ “casuale” che però dovrebbe finanziare in parte la ricerca, un po’ altre spese delle facoltà universitarie nostrane.

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