Plenaria: decisione impugnata alla Cassazione

Plenaria sotto accusa: il giudizio negativo del massimo consesso della giustizia amministrativa sarebbe caratterizzato da un vizio di legittimità dell’atto amministrativo, così come indicato dall’art. 26 del R.D. n. 1054/1924. L’insistito tam tam mediatico di protesta dei diplomati magistrali all’indomani della plenaria avrebbe convinto i legali di ANIEF ad impugnare la sentenza dei giudici di Palazzo Spada dinanzi alla Corte di Cassazione per difetto di giurisdizione. Se ne parla in un articolo di Orizzonte Scuola.

I motivi della decisione

Alla base della decisione dei legali della giovane sindacato c’è l’illogicità del provvedimento, dopo l’emissione di ben sette sentenze favorevoli all’immissione in Gae dei diplomati magistrali da parte dello stesso Consiglio di Stato, a cui era stato chiesto di esprimersi in sede di Adunanza Plenaria al fine di rendere definitivo un orientamento più volte consolidato, anche e soprattutto in assenza di qualsivoglia conflitto di giudicato. Si configura l’ipotesi di eccesso di potere da parte della giustizia amministrativa per il quale è stato deciso di portare il caso in Cassazione.

Vizi di legittimità

Tra i vizi di legittimità compaiono l’incompetenza, l’eccesso di potere e la violazione di legge. Si parla di eccesso di potere in 8 casi che possiamo definire come figure sintomatiche:

  1. il travisamento dei fatti, che si realizza allorquando la PA ponga a base del provvedimento fatti inesistenti o abbia dato ai fatti un significato erroneo;

  2. l’illogicità o la contraddittorietà della motivazione allorchè il dispositivo o il preambolo contrasti con la motivazione o quando la motivazione risulti intrinsecamente illogica o contraddittoria;

  3. il difetto o l’insuficienza dell’istruttoria allorchè questa si riveli carente sotto il profilo dell’acquisizione degli interessi pertinenti alla vicenda procedimentale ed al provvedimento finale;

  4. la contraddittorietà tra più atti endoprocedimentali o tra diversi provvedimenti della PA;

  5. inosservanza di circolari (e di altri atti interni), allorchè la PA, discostandosi nel caso concreto dalla norma di condotta generale individuata nella circolare violata, dà vita ad una contraddittorietà di comportamenti;

  6. la disparità di trattamento, allorchè casi analoghi ricevano diverso trattamento;

  7. l’ingiustizia manifesta;

  8. la mancanza di idonei parametri di riferimento che si realizza allorchè la PA incida su posizioni giuridiche del privato in assenza di adeguati parametri di riferimento che rendano giustificato il sacrificio del privato.

E’ resistenza

I diplomati magistrali fanno quadrato contro una sentenza che, a loro dire, era stata gravemente manipolata sin dall’inizio. Il destino di 50000 famiglie viene rimesso gravemente in discussione da un pronunciamento pilotato. E’ stata persa una battaglia ma la fine della guerra e ancora di là da venire.