Manifestazione contro Adunanza Plenaria: anche la Toscana si mobilita
Manifestazione contro Adunanza Plenaria: anche la Toscana si mobilita

Nella plenaria del CDS molti hanno intravisto una ingerenza politica. Questa versione viene negata dai parlamentari che sui social hanno risposto ai diplomati magistrali. Tuttavia è risultato impossibile dissipare il cielo dalle nubi del sospetto. Si dice che due indizi fanno una prova. Le dichiarazioni dei politici, all’indomani della prima seduta che accolse in via cautelare l’inserimento di oltre 6000 ricorrenti, unitamente alla nomina del nuovo presidente del Consiglio di Stato in quota governativa, salgono prepotentemente sul banco degli imputati.

Il cambio al vertice del CDS

Cinque mesi prima di quel fatidico 19 maggio 2016, in cui ci fu il pronunciamento in Adunanza Plenaria dei giudici di Palazzo Spada, col quale si inserivano in Gae con riserva i ricorrenti, al governo era già scattato l’allarme rosso. A sollevare i primi sospetti fu un comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2015 n. 98 con il quale, tra l’altro, si dava notizia dell’adozione di un decreto mille-proroghe che prevedeva anche una proroga di 6 mesi per il processo telematico amministrativo e della nomina di Alessandro Pajno quale nuovo Presidente del Consiglio di Stato.

Il depistaggio del MIUR

Durante la fase cautelare il Consiglio di Stato riunito in adunanza plenaria aveva chiesto all’avvocatura di stato un censimento sul numero totale dei diplomati magistrali, onde poter meglio decidere circa la questione del loro inserimento in Gae. Orbene, come scritto in uno stralcio depositato in plenaria, l’avvocatura di stato rispondeva :

a tale proposito, non può non tenersi in conto, quale dato di partenza preliminare, del numero di soggetti in possesso del titolo di diploma magistrale conseguito ante l’a.s.2001/2002,per un periodo a ritroso fino all’a.s.1968/1969, così ricomprendendo tutti coloro astrattamente nella possibilità è come un interesse perlomeno di fatto all’inserimento in Gae, in quanto attualmente in età verosimilmente lavorativa: tale numero è pari a 1.444.174 i possessori del titolo in discussione.”

La preoccupazione di dover inserire un esercito intero di diplomati magistrali, anziché i 60mila citati in questi giorni dai politici del PD, potrebbe aver orientato la scelta dei giudici.

La strategia del PD

A marzo di quest’anno l’onorevole del PD Camilla Sgambato aveva auspicato una soluzione possibile dopo il pronunciamento della plenaria. Occorreva una fase transitoria rivolta ai diplomati magistrali. Lo stesso concetto è stato ribadito dall’onorevole Malpezzi che interveniva a precisare a Salvini il numero dei diplomati magistrali interessati dalla decisione della plenaria. Nessuno verrà licenziato finché le lezioni non finiranno il 30 giugno. Ma il futuro provvedimento (transitorio o concorso per soli titoli) non sarà mai preso dal PD.