Il concorso per titoli e servizio

Il concorso per titoli e servizio è la richiesta maggiormente gettonata dai diplomati magistrali ante 2001/2002. Questo tipo di procedura concorsuale attualmente è applicata al personale ATA con 24 mesi di servizio. Esso rappresenta l’eccezione di legge configurata dall’articolo 97 della Costituzione, laddove viene spiegato che agli impieghi della pubblica amministrazione si accede mediante concorsi per titoli ed esami. Il motivo per il quale viene caldeggiato da più parti è l’assenza della discrezionalità delle commissioni in fase di valutazione delle prove scritte e orali. Se ne chiede l’estensione ai diplomati magistrali tutti.

L’ostacolo da superare

Tuttavia, la strada per poter ottenere il concorso per titoli e servizio appare in salita. Questo a causa di una modifica all’articolo 401 del decreto legislativo 297 del 1994 apportata dall’art. 1 comma 6 della legge 124/99 che istituì le graduatorie permanenti, divenute poi ad esaurimento con la legge 296/2006. Com’è noto esse furono chiuse e si dispose che per le future assunzioni si sarebbe proceduto con la logica del doppio canale: 50% alle GaE e 50% alle graduatorie di merito dei concorsi. Apparirà chiaro dunque che per poterlo ottenere occorrerà promulgare una legge o un atto avente forza di legge che ripristini la versione originaria prevista dal Testo Unico del 1994. La sua applicazione dovrà essere subordinata allo smaltimento delle attuali GaE.

La vecchia versione dell’art.401

Per comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando è necessario riportare quanto prescriveva esattamente in origine l’articolo 401 del Testo Unico in questione (la cui delega per una sua riformulazione giace ancora in Parlamento).

In quella versione si diceva:

1) “Per l’ammissione ai concorsi per soli titoli sono richiesti:

a) il superamento delle prove di un precedente concorso per titoli ed esami o di precedenti esami anche ai soli fini abilitativi, in relazione alla medesima classe di concorso od al medesimo posto;”.

In cosa consiste

Vediamo di spiegare in maniera elementare come si potrebbe procedere quindi al reclutamento dei docenti procedendo ad una selezione che prenda in considerazione i titoli e il servizio. Manteniamo fermo il punto che la procedura avrebbe luogo solamente nel caso di un effettivo fabbisogno. Essa verrebbe attuata dal Miur in modo tale da dare disposizioni ai singoli USR. Ciascuno provvederebbe in base alle carenze in organico di diritto a livello provinciale. Oltre al titolo di studio costituito dal diploma verrebbero presi in considerazione titoli di servizio e titoli vari. In genere si tratta dei titoli professionali e culturali ulteriori rispetto al titolo di accesso facenti parte delle tabelle di valutazione dei titoli dei concorsi pubblici. Per estrema semplicità diremo, master, Clil, corsi sul sostegno, certificazioni informatiche, linguistiche. I titoli di servizio essenzialmente sono gli anni di supplenza svolti sui posti comuni e su quelli di sostegno.