I diplomati magistrali e la questione reclutamento dopo il 30 giugno

I diplomati magistrali hanno atteso tutto il giorno l’esito della riunione del 4 gennaio tra MIUR e i sindacati. Al termine dell’incontro tenutosi ieri, in rete sono stati diffusi i resoconti di quanto emerso in ordine alla problematica dei diplomati magistrali cui la plenaria ha rimesso in discussione le singole posizioni. Il primo importante punto che è emerso è costituito dall’attesa del parere dell’Avvocatura di Stato che orienterà le future decisioni. I tempi di conclusione del contenzioso con l’amministrazione non sono brevi, tali cioè da far ritenere che l’anno scolastico si concluderà regolarmente con i contratti stipulati con la clausola risolutiva espressa. Questo è il senso del messaggio rilasciato da una sindacalista uscita dagli uffici del ministero subito dopo la conclusione dell’incontro al quale erano presenti, per il Miur, il Sottosegretario di Stato Vito De Filippo e la dottoressa Sabrina Bono.

Estratto del resoconto sindacale

Il Direttore generale per il personale scolastico ha, quindi, fornito i dati principali in merito al numero di soggetti coinvolti. I diplomati magistrali iscritti nelle GAE a seguito dei contenziosi di cui trattasi sono più di 43.000, mentre sono più di 6.000 quelli che sono stati assunti in ruolo, pur se con riserva non essendo destinatari di sentenze passate in giudicato. Questi ultimi sono concentrati per lo più nelle regioni del Nord. Le OO.SS., prendendo atto della posizione dell’Amministrazione, hanno rappresentato l’esigenza di una soluzione complessiva della questione. Al termine del confronto le Parti hanno convenuto di riconvocare il tavolo politico non appena intervenuto il parere dell’Avvocatura dello Stato, tenuto conto della esigenza condivisa di una ordinata conclusione dell’anno scolastico in corso e convenendo tra l’altro sulla necessità di una riflessione generale sul meccanismo di reclutamento da utilizzare per la scuola dell’infanzia e primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per la scuola secondaria. Nelle more di tale riconvocazione, le Parti si impegnano a monitorare congiuntamente e costantemente, in un apposito tavolo tecnico, l’evolversi della situazione.

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Utili precisazioni

Gioverà ricordare che attualmente non c’è un esecutivo che possa prendere decisioni in quanto il governo in carica lavorerà esclusivamente agli affari correnti. Ogni decisione è pertanto rinviata a dopo le elezioni in ordine al futuro piano di reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia; che esso sia transitorio o concorso non selettivo. Un altro punto da tenere bene a mente, come sinteticamente espresso dalla sindacalista uscita dalla riunione, è la necessità di proseguire sulla via giudiziaria per poter tenere in piedi la questione fino almeno alla definizione del nuovo piano di reclutamento ( la sentenza non è passata in giudicato, va impugnata cit.). Per la comprensione della problematica nel suo insieme è indispensabile non trascurare il contesto generale nella quale essa è inserita.

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