la Costituzione arriva tra i banchi di scuola

No al blocco degli scrutini
Stiamo assistendo in questi giorni ad un caos generalizzato che riguarda i diplomati magistrale, con vari picchi di disinformazione (o informazione erronea) nei vari TG nazionali e non; in ultimo la notizia dell’adesione dei laureati in Scienze della Formazione Primaria al blocco degli scrutini indetto dai DM.

Il comunicato

ll Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento smentisce categoricamente la partecipazione dei suoi iscritti allo sciopero degli scrutini proclamato dal sindacato Anief per il periodo tra il 29 gennaio e il 12 febbraio 2018.
Ci dissociamo in maniera netta da qualsiasi modalità di sciopero metta a repentaglio il diritto fondamentale dei bambini ad una valutazione equa e puntuale. Gli alunni hanno diritto a un insegnamento di qualità, in cui sia presente un feedback costante e dettagliato degli apprendimenti.
Le motivazioni dello sciopero inoltre sono eterogenee e impossibili da mettere insieme. Da una parte il rinnovo del contratto collettivo di lavoro per il personale docente e Ata e dall’altra l’inserimento nelle Gae di tutti gli abilitati e la conferma dei ruoli assegnati con riserva ai diplomati magistrali.
Questo modus operandi risulta fuorviante, perché chi volesse scioperare per il rinnovo del contratto collettivo si troverebbe a sostenere automaticamente l’inserimento di tutti gli abilitati nelle Gae.
Sosteniamo la via del merito, prendendo quindi le distanze da qualsiasi soluzione preveda di abdicare a questo principio in favore di fasi transitorie che favoriscano alcune categorie.

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Possibili soluzioni

Un transitorio è possibile ma deve tenere presente in primis il rispetto del merito e dei percorsi di laurea (abilitante) attivati dal 2001 fino ad oggi che hanno formato in modo altamente professionale, selezionandoli gia in ingresso, i nuovi docenti di infanzia e primaria; verificare in secondo luogo l’effettiva preparazione dei DM prima di poterli immettere in ruolo.
I ricorsi, da sempre, si vincono o si perdono: l’Adunanza Plenaria è stata chiarissima in merito decidendo che il diploma magistrale è sì abilitante ma non sufficiente per l’accesso diretto al ruolo.