I diplomati magistrali denunciano all'Europa il dubbio/ripensamento del Cds

I diplomati magistrali si rivolgono all’Europa per denunciare le gravi discriminazioni subite sin dal giorno in cui conseguirono il titolo. Riportiamo qui in alto il post su Facebook dell’avvocato Walter Miceli di ANIEF con il quale si annuncia il deposito del reclamo la prossima settimana. Nello specchietto rimettiamo le 7 sentenze del Consiglio di Stato ribaltate dall’adunanza plenaria. Adesso per i diplomati magistrali inizia una nuova attesa.

Porte chiuse a SFP, TFA e PAS

Nell’ordinanza-sentenza n.364/2016 la VI Sezione del Consiglio di Stato rigetta, preliminarmente, l’appello presentato da alcuni docenti in possesso di titolo abilitante PAS, TFA e di Laurea in Scienze della formazione primaria per il mancato inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di III fascia, stante la preclusione al nuovo inserimento nelle graduatorie permanenti, con alcune eccezioni, a seguito della trasformazione in graduatorie ad esaurimento di cui all’ art.1, comma 605, della legge n.296/2006. Nel resto dell’excursus redatto dall’avvocato viene rievocato tutto il percorso fatto sin dalla famosa sentenza del Consiglio di Stato n. 1973 del 16.4.2015 che decretò il titolo di diploma magistrale abilitante all’insegnamento annullando il d.m.235/2014.

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Cambio orientamento

Le argomentazioni che costituiscono la base principale del reclamo che verrà presentato all’Europa sono riassunte nei punti 108 e 109 del report riassuntivo pubblicato sui social. E’ importante conoscerle per poter comprendere esattamente tutta la storia a conferma del fatto che il titolo di diploma magistrale è sempre stato considerato sufficiente per insegnare senza passare dal classico concorso. Le leggi che cambiarono il destino per i diplomati magistrali arrivarono nel 1999, con la legge 124 che istituì le graduatorie permanenti cassando l’articolo 401 del testo unico del 1994 che consentiva la partecipazione ai concorsi per soli titoli dei docenti che avessero sostenuto esami ai soli fini abilitativi, fino a giungere al 2002 con la riforma che istituì i nuovi corsi di laurea magistrale propedeutici alla partecipazione ai concorsi per titoli ed esami.