Scuola, Di Maio promette più soldi ai docenti: ultime notizie oggi 3 novembre
Scuola, Di Maio promette più soldi ai docenti: ultime notizie oggi 3 novembre

Sulla scuola il M5S ha le idee molto chiare, come spiega Luigi Di Maio dalle pagine del blog 5 stelle. Sul fronte dei diplomati magistrali, dei laureati in Scienze della Formazione Primaria e delle Gae storiche, centro-destra e centro-sinistra si sono espressi nei giorni scorsi sulle pagine dei principali portali scolastici. Concorsi riservati, estensione del transitorio anche alla primaria e infanzia e un no netto alla riapertura delle Gae. Qualcuno si era spinto oltre dicendo che il MoVimento 5 Stelle non avesse le idee chiare sulla scuola e sulle soluzioni da adottare per i diplomati magistrali estromessi dalla plenaria. Ma da quanto è possibile evincere dal comunicato pubblicato nel blog ciò non corrisponde assolutamente al vero.

La posizione del M5S

Un grande Paese deve puntare tutto sull’ istruzione perché è dal nostro livello d’istruzione che dipendono il futuro delle prossime generazioni e lo sviluppo dell’Italia. Per questo, la prima cosa che faremo sarà aumentare le risorse per l’istruzione: nel medio termine vogliamo arrivare al 10,2% del Pil, in linea con la media europea.” Abrogare la 107 e il comma 131 sul divieto di supplenze significherà compiere il primo passo fondamentale per restituire dignità ai precari della scuola. In questo senso dispiace e addolora “la questione del trattamento riservato ai maestri con diploma magistrale: loro, come tutti i precari abilitati, compresi i più giovani e i laureati in Scienze della Formazione Primaria, non possono essere lasciati ai margini e la politica deve trovare una soluzione.”

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Sui DM

Si sta lavorando anche ad una soluzione per i diplomati magistrali cui il Consiglio di Stato ha negato l’accesso alle Gae. A Tecnica della Scuola dice: “Voglio esprimere la mia vicinanza alle maestre diplomate magistrale che in questi giorni stanno vivendo l’angoscia di un possibile licenziamento di massa. Per noi, chi ha dedicato decenni della propria vita alla scuola non può essere sbattuto fuori con un “grazie e arrivederci”. La politica deve prendersi carico di questa questione, con i dovuti distinguo: le nostre non sono promesse elettorali, stiamo studiando una soluzione equa e realizzabile per le diplomate con servizio, senza per questo dimenticare i più giovani e i laureati in Scienze della Formazione.”