DM, la Fedeli non vede chi protesta: “Per favore, parliamo del digitale…”
DM, la Fedeli non vede chi protesta: “Per favore, parliamo del digitale…”

Nonostante sia oramai chiaro l’intensificarsi delle proteste dei DM, l’attuale ministra della Pubblica Istruzione evidenzia tutta la sua sordità nei loro confronti. Questi lavoratori che rivendicano solo il diritto di rimanere a pieno titolo all’interno delle GaE hanno annunciato, in queste ore, presidi in molte città italiane.

Mentre i DM protestano a suon di slogan, la Fedeli evita di esprimere le sue opinioni: “Per favore, parliamo del digitale…”

Nelle scorse ore un articolo su questo argomento, pubblicato sulle pagine del Fatto Quotidiano prova a spiegare bene il percorso che vorrebbe intraprendere questo governo a proposito della risoluzione di questa assurda vicenda.
Quello che si profila all’orizzonte sulla questione dei DM è un nulla di fatto. Questa soluzione sarebbe voluta proprio dallo stesso governo in carica per via delle imminenti elezioni politiche di inizio marzo. L’evidente mancanza di risposte concrete da parte del Miur testimonia la volontà politica di procrastinare alla prossima legislatura la risoluzione definitiva della vertenza in corso.

DM ante 2001/02 nel dimenticatoio? Probabilmente la risoluzione del problema spetta al governo che verrà

“L’assenza di risposte concrete immediate rappresenta la chiara volontà politica di rimandare alla prossima legislatura la risoluzione di una situazione che sfiora il caos”. Ecco quello che pensano le maestre e i maestri facenti parte dei sindacati Sgb, Usb e di “Potere al Popolo”. Questi slogan richiamano quelli che gli stessi insegnanti hanno gridato ad alta voce, per molte ore, fuori da Palazzo Re Enzo di Bologna. All’interno di quella sede era presente la ministra Fedeli. L’importante incontro aveva come titolo: “Futura” e richiamava i temi dell’innovazione digitale nella scuola pubblica italiana.
Timorosi per il loro futuro, questi insegnanti hanno lungamente protestato per tutto lo svolgimento della manifestazione. Slogan assordanti e frasi chiassose sono state annunciate persino con l’ausilio dei megafoni. Ma la ministra, a quanto pare, non ha avuto il tempo di prestare la sua attenzione a quei rumori. Purtroppo, quegli striscioni e quelle grida di protesta riguardavano la delusione nei confronti di una politica troppo sorda per ascoltare chi è in difficoltà.

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Valeria Fedeli glissa le domande incalzanti di chi la intervista: sembrava quasi la satira di Maurizio Crozza

Addirittura quei timori (qualcuno li chiama anche presagi) non sono neanche stati smentiti dalla stessa ministra in questa occasione; alla domanda incalzante dell’intervistatore circa le proteste fuori dalla sede della manifestazione, la stessa risponde: ”Non li ho neanche visti” i contestatori. E poi, quasi infastidita da tanto clamore, prosegue: “Per favore parliamo del digitale, parliamo delle esperienze di questi straordinari ragazzi”. Questo ultimo atteggiamento ricorda la satira politica messa in scena in tanti suoi sketch da Maurizio Crozza. Spesso ha vestito i panni della ministra Fedeli intenta a glissare le domande scomode del giornalista di turno. Peccato che questa volta non si tratti di satira ma di dura realtà. Intanto, più di 40mila insegnanti si sentono abbandonati in un mare in tempesta senza che qualcuno faccia un minimo di fatica per portarli in salvo.

DM ante 2001/02: Proteste ad oltranza si preannunciano in molte città italiane

Di contro, in queste ore si preannunciano tante manifestazioni e fiaccolate in segno di solidarietà nei confronti dei DM, in attesa di una celere risoluzione. Allargare il campo d’azione e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo argomento, in molte città italiane, diventa fondamentale per il loro stesso futuro.
A detta degli stessi organizzatori, le proteste ad oltranza dovrebbero porre al centro della discussione la questione caotica di queste ore dei DM. A Milano e Torino, per esempio, si svolgeranno nei prossimi giorni alcuni presidi di protesta che, a quanto pare, dureranno fino al 4 marzo prossimo.
Fonte: Il Fatto QUotidiano