Quando si bocciava in 5^ elementare, parola di Piero Angela
Quando si bocciava in 5^ elementare, parola di Piero Angela

Alberto Angela venne bocciato in 5^ elementare ma questo lo ha solo migliorato e reso più forte. – Il dibattito sembra ormai consolidarsi sulle scuole medie, o meglio, sulla bocciatura in terza media (secondaria di I grado) che è vista negativamente dal Ministero e dai genitori (e di riflesso purtroppo anche dai docenti che regalano 7 e 8 come se fossero caramelle).
Ma se ritornassimo a bocciare in 5^ elementare, dove non è nemmeno prevista più una prova di passaggio?

La saggezza di Piero Angela

Piero Angela, scrittore, giornalista, pioniere in TV con la Rai, noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di divulgatore scientifico, a partire dal 1971 e fino ad oggi cura centinaia di programmi educativi utilizzando e reinventando sempre formule diverse, con un linguaggio curato, sempre attento e sempre in evoluzione. Nel 1981 realizza l’idea della rubrica scientifica “Quark”, prima trasmissione televisiva di divulgazione scientifica rivolta al pubblico generale, che sfrutta in modo nuovo e originale le risorse della comunicazione televisiva. Lo stesso conduttore svela: “Alberto è stato bocciato in quinta elementare. Se uno non fa bene deve essere punito” e continua dicendo “Oggi si tende a dare la colpa agli insegnanti, ma se un alunno non va bene è giusto che ripeta l’anno. Ad Alberto la bocciatura è bruciata molto, ma gli ha innescato una spirale virtuosa“.

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Le meraviglie di Alberto Angela

«Le Meraviglie – La penisola dei tesori», un programma che unisce le capacità divulgative e di narrazione di Alberto Angela insieme alla credibilità del «marchio Angela», e l’uso di tecnologie avanzate, fanno sì che si assista a un programma d’eccellenza. Forse forse il grande successo di questo divulgatore e presentatore non è dovuto al suo intero percorso di crescita e formazione? E non potremmo forse pensare che il percorso di ognuno di noi è frutto anche di sconfitte per potersi rialzare più forti di prima (famosa resilienza)? E allora non sarebbe opportuno riconsiderare la bocciatura come una risorsa e non un male da estirpare?