Transitorio: depennamento da tutte le graduatorie sia spostato a dopo accettazione della cattedra

Il transitorio per gli abilitati attende solo gli ultimi passaggi ufficiali. Prima il decreto in Gazzetta e poi il bando di concorso. Molti docenti abilitati avranno la possibilità di lasciarsi il precariato alle spalle. Altri dovranno attendere ancora diversi anni. Le graduatorie al sud sono stracolme e in mancanza di un aumento di organico di diritto in queste regioni la loro permanenza in II fascia si prolungherà . Ma accettare il ruolo in una regione diversa per molti è impossibile ed un ripensamento dell’ultima ora, dopo aver fatto l’anno di prova con successo, sarebbe letale. Così come è stato concepito il piano transitorio pare evidente che non sia la giusta soluzione per tutti.

Emendamenti

Le criticità presenti all’interno della fase transitoria sono state fatte notare più di una volta. In particolare il comma 131 andrebbe abrogato per consentire ai precari di poter fare supplenze fino al momento in cui nella propria GRMR ci sia la disponibilità della cattedra. Un’altra riguarda la non ripetibilità dell’anno di prova che confligge con quanto disposto dalla stessa legge 107 e dal testo unico del 1994. Per questi due aspetti L’ideale sarebbe agire con degli emendamenti ad hoc per correggerli. Anche la questione nell’ambito regionale preoccupa i tantissimi docenti che hanno difficoltà a trasferirsi.

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La rinuncia

Per molti aspiranti alla cattedra stabile, la prospettiva di avere il ruolo a 200 km e passa di distanza non appare così rosea I problemi familiari connessi all’eventuale trasferimento sono tali e tanti che verrebbe voglia di lasciar stare. Ma rinunciare al ruolo significherebbe abbandonare l’insegnamento. A preoccupare i docenti, infatti, è la disposizione contenuta nell’articolo 17 comma 5 del decreto legislativo 59/2017. “L’ammissione al citato percorso comporta la cancellazione da tutte le graduatorie di merito regionali, nonché da tutte le graduatorie ad esaurimento e d’istituto.”

Una soluzione di buon senso

Eppure la soluzione sarebbe estremamente semplice. Basta guardare infatti cosa avviene attualmente in caso di rinuncia alla presa di servizio di una supplenza da Gae e da seconda fascia. Il docente non verrebbe depennato. Solamente, per quell’anno non verrebbe richiamato dalla stessa scuola che ha rifiutato e resterebbe in graduatoria. Occorrerebbe cioè presentare un semplice emendamento al comma sopra richiamato modificandolo nella parte in cui dice che la cancellazione avviene all’ammissione al percorso FIT, disponendo che essa avvenga semplicemente a immissione in ruolo acquisita. In questo modo si potrebbe permanere nelle GRMR confidando in una chiamata per l’anno successivo in base all’effettiva disponibilità di posto sulla provincia di preferenza derivante dal normale turnover.