Anche le Regioni al fianco dei diplomati magistrali

Le Regioni italiane chiedono al Ministero dell’Istruzione un confronto annunciando la volontà di partecipare alle possibili ipotesi di soluzione. Nei giorni scorsi la Regione Veneto aveva illustrato la sua proposta per risolvere la questione per i diplomati magistrali ed anche per i laureati in SFP. Adesso scende in campo anche la Regione Toscana manifestando l’esigenza improcrastinabile di mettere in atto soluzioni concrete ed urgenti.

L’appello al Miur della Regione Toscana

L’assessore all’istruzione della Regione Toscana, Cristina Grieco, scrive al Miur. All’interno dell’Ente è coordinatrice della Nona commissione della Conferenza delle Regioni. La questione riveste una urgenza tale per la quale, come scrive nella missiva inoltrata al ministero dell’Istruzione, occorre sollecitare un confronto urgente con le medesime Regioni offrendo collaborazione e disponibilità a trovare le soluzioni possibili e condivise. Come è noto, le pronunce dei tribunali amministrativi hanno di fatto creato categorie di docenti con situazioni diverse le une dalle altre foriere di ulteriori discriminazioni.

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Rischio iniquità e tensioni

L’assessora “dà atto dell’apprezzabile lavoro di approfondimento che il Ministro sta svolgendo, ma in linea con la Conferenza delle Regioni sottoscrive la necessità di coinvolgere le amministrazioni regionali in quanto la vicenda dei docenti non laureati impatta a livello locale, Toscana compresa, sull’offerta di istruzione e di occupazione rischiando di provocare confusione, iniquità e tensioni”.

Cinque diverse categorie di diplomati magistrali

Si sono create altre 5 categorie di docenti diplomati magistrali:

  1. docenti già immessi in ruolo con anno di prova superato con successo.

  2. docenti con cautelare accolta e anno di prova attualmente in svolgimento ;

  3. docenti con cautelare accolta e attesa del merito;

  4. docenti con servizio superiore a 36 mesi che non hanno mai proposto ricorso;

  5. docenti con servizio inferiore ai 36 mesi.

Ogni soluzione che non tenga in conto dell’esistenza di queste cinque categorie è destinata a fallire.