L'amministrazione non sa dove trovare i maestri: il caso di Treviso

L’amministrazione di Viale Trastevere probabilmente non ha considerato a sufficienza le conseguenze della vertenza condotta contro i diplomati magistrali. Probabilmente non sa che non sono i lavoratori ad averlo, ma è lei stessa ad avere un problema. Ed è molto grosso se si guarda a ciò che succederà a settembre prossimo. Quello che succede a Treviso non è altro che un campione rappresentativo di una situazione nazionale che va risolta senza indugio alcuno.

Treviso senza maestri

A lanciare l’allarme sono le scuole primarie e dell’infanzia trevigiane alle prese con le liste delle graduatorie rimaste a corto di insegnanti a disposizione da reclutare per le supplenze. Tanto che per trovare maestre disponibili ormai si vedono costrette a scorrere persino le liste dei docenti di scuole vicine. Se non addirittura a bussare alla porta delle facoltà di Scienze della formazione primaria nelle Università. A caccia di studenti disponibili a prender posto in cattedra: «Si tratta di difficoltà all’ordine del giorno», spiega il preside Antonio Chiarparin, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Stefanini in città. «Nel nostro istituto ci siamo visti costretti a inviare addirittura 400 mail prima di riuscire a trovare una maestra. E ormai si è reso necessario mettere a disposizione della segreteria della scuola un dipendente che si occupa a tempo pieno del reclutamento dei supplenti».

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Subito un decreto d’urgenza

Evidentemente il problema l’amministrazione ce l’ha ma non sa di averlo. In tanti hanno messo l’accento sul ruolo ma in pochi hanno messo l’accento sui contratti a td che sono in media 10 volte i ruoli. Qual è questo problema per l’amministrazione? Presto detto. Il fatto che il prossimo anno con le gae all’osso oltre 180mila contratti dovranno essere conferiti da graduatorie di istituto e questo in un momento nel quale il personale delle segreterie non è stato ancora nominato. Chi fa dalle 25 alle 40 nomine per ogni scuola, ovvero contando le rinunce, anche 200 chiamate per lo stesso posto? Quando l’8 di gennaio scorso, in occasione dello sciopero della scuola, è stato rappresentato il problema, il direttore del usr Sardegna è trasalito: non aveva capito che nel caos le scuole avrebbero intasato il suo centralino!