Accogliere le proposte degli insegnanti per vincere il prossimo 4 marzo

Si dice che gli insegnanti in totale siano 700.000, includendo nel computo tutti quelli di ruolo e i precari a vario titolo presenti nelle graduatorie all’esaurimento e in quelle d’istituto. Nel web si è letto di tutto circa le soluzioni inerenti il rinnovo del contratto, la mobilità, lo scorrimento in ruolo dei vincitori di concorso e degli idonei, il transitorio di prossimo avvio e le soluzioni proposte per i diplomati magistrali. C’è chi dice che va abolita la chiamata diretta e il bonus docenti. Altri assicurano che basta apportare poche modifiche alla 107. Sulla questione del precariato registriamo l’ultimo intervento dell’onorevole Simona Flavia Malpezzi del Partito Democratico. L’onorevole rivendica al suo partito il merito di aver avviato un nuovo sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti che tiene conto delle rinnovate esigenze della scuola che in cattedra esige docenti preparati.

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Singolare come nessuna delle forze politiche che si sono affacciate al problema del precariato scolastico abbiano mai toccato la questione aumento dell’organico di diritto. Per superare le criticità della scuola e fornire le giuste risposte agli insegnanti bisogna partire da un presupposto iniziale: la disponibilità delle risorse economiche per risolvere seriamente il problema del precariato nella scuola pubblica italiana. Qualsiasi piano assunzionale venga licenziato senza ristabilire i giusti rapporti di forza tra cattedre disponibili e numero di docenti in graduatoria è destinato a fallire. Il male endemico che affligge la scuola è costituito dalla scarsità di posti specialmente al Sud. La trasformazione delle cattedre da organico di fatto in organico di diritto precede dunque ogni legge di riforma del sistema di reclutamento degli insegnanti. Essa deve essere messa in atto destinando la maggior parte in quelle regioni in cui storicamente mancano i posti per assorbire i precari. Resta inteso che anche nei numeri totali essa debba essere adeguata.

Il peso specifico dei docenti

La dotazione di risorse economiche condiziona pesantemente le scelte politiche allorquando si affronta la problematica dell’istruzione. Eppure è proprio in questo settore che si gioca la partita elettorale. Riuscire a contemperare le esigenze di tutti i docenti, di ruolo, residuali Gae, vincitori di concorso, idonei delle gm, laureati in Scienze della Formazione Primaria, diplomati magistrali, docenti abilitati, docenti non abilitati della terza fascia (incluso il comma 131 da abrogare), può voler dire assicurarsi un milione di voti. Ci pensino bene tutti i deputati e senatori che leggeranno questo articolo. Ascoltare e accettare le proposte fatte nelle varie sedi in cui si è già discussa la problematica, inserendole nei propri programmi politici, significherà vincere le elezioni.