Piacenza: nuovo caso di violenza su insegnante da parte di un alunno
Piacenza: nuovo caso di violenza su insegnante da parte di un alunno

Un nuovo caso di violenza nei confronti di un’insegnante da parte di un alunno. L’episodio è accaduto a Piacenza. Uno studente di prima media ha aggredito ripetutamente una docente, inveendo sul suo braccio. Percosse pesanti che hanno costretto l’insegnante ad andare immediatamente al pronto soccorso, dove le è stata refertata una prognosi di sette giorni. Inoltre, l’arto in questione presentava già alcuni problemi. Il ragazzino è stato sospeso per sette giorni con obbligo di frequenza, l’istituto in cui è accaduto il fattaccio avrebbe inoltre presentato una denuncia per infortunio sul lavoro ed una segnalazione ai servizi sociali. All’origine di tutto ci sarebbe una crisi di tipo comportamentale e un desiderio di attirare l’attenzione, da parte del minore.

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L’episodio, secondo quanto leggiamo dal quotidiano Libertà, sarebbe accaduto pochi giorni fa e sarebbe solamente l’ultimo di una lunga lista di eventi simili accaduti precedentemente. Il fattaccio sarebbe avvenuto lo scorso 30 Gennaio ed è solamente la punta dell’iceberg di una situazione critica e preoccupante. Il ragazzino sarebbe uno studente problematico, che già aveva dimostrato in passato un comportamento poco ortodosso all’interno dell’istituto da lui frequentato. Tempo fa avrebbe costruito un’ ‘arma’ rudimentale, con cui dava scosse ai compagni. Inoltre, il giovanissimo aveva fatto esplodere, qualche tempo fa, dei petardi durante il doposcuola pomeridiano.

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Le dichiarazioni della preside

La preside della scuola media Valnure ha raccontato degli episodi di bullismo e violenza perpetrati dallo studente, accusato di aver ferito una docente al braccio. Arto che già di base presentava alcuni non meglio specificati problemi fisici. La dirigente scolastica ha detto: ‘Abbiamo subito avviato una serie di azioni segnalando l’accaduto ai Servizi sociali del comune di residenza del ragazzo, che mi risulta abbiano mandato un assistente sociale a casa. Poi siamo intervenuti con tutte le azioni possibili sulla classe’.
Fonte:
Bologna.repubblica.it