Pittoni: Fiorella Mannoia si scusi con Salvini

Il senatore della Lega Mario Pittoni è intervenuto nuovamente sulla questione dei tre mesi di ferie dei docenti. Il pregiudizio dell’opinione pubblica, che si rivela più duro del previsto smontare, produce purtroppo falsità e fake news a profusione. L’onorevole Pittoni, che conosce molto bene la situazione degli insegnanti per aver più volte presentato mozioni in Parlamento in favore dei docenti precari, torna nuovamente sull’argomento dopo le affermazioni rilasciate dalla nota artista e cantante Fiorella Mannoia. Il senatore ha affidato la sua replica ad una nota che pubblichiamo integralmente di seguito.

La nota

«Fiorella Mannoia chieda scusa! Se la “cultura” della cantante è costruita su fake come quella da lei rilanciata secondo cui Matteo Salvini avrebbe detto che chi fa l’insegnante è un privilegiato perché si fa tre mesi di vacanze consecutive l’anno (frase mai pronunciata dal leader leghista e smentita più volte ufficialmente), si capisce come mai ce l’abbia tanto con la Lega. Le “amenità” sono in realtà quelle uscite dalla bocca di Mannoia che, senza verificare la veridicità della notizia, ha descritto il capo della Lega come un esagitato che fa “passare gli insegnanti come degli sfigati nullafacenti”». Lo afferma Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, che spiega: «Salvini non ha mai parlato delle ferie degli insegnanti. Che l’Italia sia il Paese in cui la scuola garantisce tre mesi di vacanze consecutive, è un dato di fatto, ma ovviamente riferito agli studenti. Matteo aveva partecipato a un incontro dal titolo “Riprendiamoci il lavoro”. Le sue parole erano state: “Per la scuola siamo l’unico Paese che fa tre mesi di vacanze consecutive all’anno e se non ci sono i nonni, si resta fregati”. Si riferiva ai genitori che lavorano e d’estate non sanno a chi affidare i figli. Gli insegnanti non c’entrano. E’ un problema segnalato da molte famiglie, per il quale vanno trovate soluzioni, non necessariamente – conclude Pittoni – legate a studio e strutture scolastiche».