Falsi diplomi magistrali scoperti da Procura di Cosenza

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I diplomi falsi sono una piaga tutta italiana la cui fine è ancora di là da venire. Il Miur aveva promesso un giro di vite e il pugno duro contro chi falsificava i titoli. Diverse le segnalazioni giunte anche alla nostra redazione sulle false attestazioni. L’ultima in ordine di tempo proveniva dalla provincia di Latina. In un articolo di Repubblica a firma di Corrado Zunino arriva un importante aggiornamento sul caso dei falsi diplomi magistrali scoperto dalla Procura di Cosenza.

Indagini in corso

Già scoperti 38 furbetti che avevano acquistato i titoli falsi presso una stamperia, situata nella periferia di Cosenza, individuata dai Carabinieri guidati dal capitano Jacopo Passaquieti. L’indagine andava avanti dall’autunno del 2016 con gli uomini dell’Arma impegnati nel monitoraggio di quanto avveniva in quella bottega. In questo modo sono stati scoperti alcuni certificati contraffatti che circolavano da almeno dieci anni. Alcuni di questi falsi titoli datavano addirittura 2005. Non è escluso che molti maestri li abbiamo utilizzati per poter avere il posto a tempo indeterminato. In quell’anno, lo ricordiamo, fu bandito dal Ministero il dm.85/2005 con il quale si consentiva di ottenere l’abilitazione seguendo un corso di 360 giorni per poter accedere alle Gae.

Scorciatoia per il posto fisso

I diplomi magistrali contraffatti, come spiegato sopra, erano usati per entrare nelle graduatorie, mentre le certificazioni sul sostegno servivano per acquisire punteggio. Con questo escamotage i falsi maestri riuscivano a scavalcare in graduatoria gente che aveva regolarmente sostenuto un concorso. Ciascuno di questi titoli costava 3.000 euro. Fino adesso si sa che sono coinvolti quattro istituti calabresi; trentotto insegnanti senza titolo sono già stati raggiunti da un avviso di garanzia. Gli inquirenti che stanno conducendo le indagini non escludono di trovare anche false attestazioni per entrare nel personale ATA.

Urgono soluzioni

L’inchiesta giudiziaria entra nella carne di un problema irrisolto della scuola italiana: il reclutamento nel ciclo dell’infanzia e della primaria. Non si è ancora spenta l’eco dell’indignazione dei diplomati magistrali per la pronuncia della plenaria che adesso, con questa scoperta della procura di Cosenza, ne viene amplificata la rabbia e al contempo ne rende indispensabile l’adozione di un decreto d’urgenza per sanare la questione.

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