Evitare i 55mila licenziamenti dei diplomati magistrali

I diplomati magistrali vogliono una sanatoria. I residuali delle Gae pretendono il rispetto delle sentenze. Gli idonei dei concorsi sollecitano le loro assunzioni. Ognuno reclama esclusivamente i propri diritti ignorando quelli degli altri. Non è questa la strada per risolvere la situazione e la politica potrebbe stancarsi presto emanando una legge che finirebbe con lo scontentare tutti. Questi sono i concetti espressi da tutti i politici che si stanno interessando alla questione. Rispondendo alle domande dei diplomati magistrali, sia a quelli storici che a quelli cui la Plenaria nega l’ingresso in Gae, Pittoni cerca di far capire che chi spinge per imporre gli interessi di una singola categoria a danno di altre, impedisce che siano gli stessi docenti a produrre la soluzione.

La posizione del M5S

Accusati di essere sfuggenti rispetto al problema in realtà i parlamentari a 5 stelle conoscono la realtà molto bene. Talmente bene che ad alcuni comitati giunti a colloquio con loro hanno ricordato come se in 20 anni non si siano volute trovare le soluzioni, tenendo chiuse da 10 anni le porte delle Gae ai precari abilitati, questo risponde alla logica di sfruttare il precariato per risparmiare sulla spesa pubblica. A complicare il tutto ora c’è la sentenza della Plenaria cui si aggrappano i residuali delle Gae. Ma la soluzione non si trova contrapponendo ad esempio le ragioni dei diplomati magistrali a quelle dei laureati in Scienze della formazione primaria.

Roberta Lombardi

“Urge un provvedimento legislativo che blocchi i licenziamenti (che si può leggere come sanare i docenti che hanno già superato l’anno di prova confermando i ruoli) tutelando così gli insegnanti e l’intero sistema scolastico, inclusi gli alunni e le loro famiglie. Un intervento fondamentale anche per scongiurare che gli insegnanti licenziati incorrano nelle maglie della ‘Buona Scuola’, che li escluderebbe dopo 3 anni di precariato.” Chiara qui l’allusione al comma 131 della legge 107 e alla necessità della sua abrogazione. “Va inoltre aperto un tavolo tecnico-politico includendo sindacati, associazioni e i movimenti della scuola per risolvere il problema strutturale del precariato del corpo docente. Tutti i precari andranno tutelati con una soluzione che prenda le mosse dal servizio prestato.” Così ha espresso il suo pensiero a Orizzonte Scuola Roberta Lombardi, deputata del MoVimento 5 Stelle in Commissione Lavoro e candidata 5stelle alla presidenza della Regione Lazio.

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Tavolo di trattative

Quando si dice che occorre un piano fattibile che dia risposte a tutte le categorie coinvolte, nel rispetto delle sentenze e dei principi contenuti nella nostra Carta Costituzionale ciò non implica obbligatoriamente l’estensione del transitorio alla primaria infanzia. Rispettare le sentenze e la Costituzione non conducono per forza al corso concorso come troppi, purtroppo, hanno creduto di capire. La soluzione non deve schiacciare i diritti di nessuno. Non si devono scavalcare docenti in graduatoria da 20 anni ma non si possono nemmeno licenziare 55mila maestri ne dimenticare 8000 laureati in Scienze della Formazione Primaria. Se avessero già deciso, i 5stelle non avrebbero proposto una consultazione con i docenti interessati.