Anief: riaprire Gae per diplomati magistrali o assumere con concorsi riservati

I diplomati magistrali attendono la data del 23 marzo per continuare a protestare contro la plenaria. Nello stesso giorno verrà reso noto anche il parere dell’Avvocatura di Stato che chiarirà quale destino avranno i 6000 diplomati magistrali che superano l’anno di prova. Il presidente nazionale dell’Anief Marcello Pacifico, come riportato su Orizzonte Scuola, ne paventa già il licenziamento, parlandone a margine dell’organizzazione di uno dei seminari indetti dal giovane sindacato. Anche per i laureati in Scienze della Formazione Primaria occorre trovare una soluzione per la loro stabilizzazione.

Urge un decreto

Tantissimi di questi docenti operano da molti anni nella scuola. In troppi disconoscono l’alto grado di preparazione posseduto dal personale docente della scuola primaria e dell’infanzia. La realtà è che sono precari storici sfruttati da troppo tempo per i quali ci sono stati diversi ricorsi. L’apertura delle GaE del 2012, solo per fare un esempio, fu proprio dedicata agli abilitati in Scienze della Formazione Primaria. Questo è stato il senso della dichiarazione di apertura di un discorso fatto da Marcello Pacifico che sollecita l’emanazione di un decreto che sani questa situazione.

La riapertura delle Gae

La riapertura delle Gae con le tre originarie fasce in cui inserire diplomati magistrali e laureati in Scienze della Formazione Primaria sarebbe l’unica soluzione idonea per ripristinare la legalità. Nella prima andrebbero inseriti tutti i docenti presenti in queste graduatorie sin dalla loro originaria costituzione del 1999. Tutti gli altri dovrebbero essere inseriti nelle fasce successive. In questo modo non si verrebbe a creare nessun conflitto di interessi tra le varie categorie coinvolte.

Potrebbe interessarti:  Maturità 2019: la seconda prova per Istituti Tecnici

L’alternativa

Noi, come Anief, ne parleremo in piazza il prossimo 23 marzo a Roma, davanti al Parlamento, nel giorno dello sciopero proclamato anche per sensibilizzare i nuovi parlamentari ad occuparsi di una scuola dell’infanzia rimasta a raccogliere le briciole di una riforma sbagliata dall’inizio alla fine. La speranza è che si volti pagina: oggi più che mai, serve una norma per bandire dei concorsi riservati e reclutare tutti questi precari attingendo dalla seconda fascia delle graduatorie d’Istituto o riaprendo le GaE. Oppure prevedere anche per primaria e infanzia la ‘fase transitoria’ già prevista per i precari della scuola secondaria con graduatorie regionali degli abilitati da cui attingere per le immissioni in ruolo, graduandoli in base ai titoli e ai servizi.