L'insegnante "social"

Secondo alcune correnti di pensiero, l’utilizzo dei social da parte degli studenti è controproducente, riversandosi negativamente sul rendimento scolastico degli stessi. Occorre però forse fare una distinzione tra studenti che utilizzano social network a puro scopo dispersivo, trascurando studio e compiti, e studenti che se ne servono anche a scopo didattico, scambiandosi appunti e informazioni sulle lezioni. Anche sul fronte insegnanti, se da un lato il “mondo social” viene demonizzato, dall’ altro viene invece utilizzato come strumento per avvicinare gli studenti allo studio.

I compiti diventano “social”

Uno dei social più amati ed utilizzati dai giovani è Instagram. Ed è proprio attraverso Instagram che la professoressa Nicoletta Barulli, docente di italiano e storia, ha coinvolto 34 alunni delle classi terza CT e BS dell’Istituto tecnico commerciale “Spagna” di Spoleto, in un progetto didattico che ne prevede l’utilizzo. Come la docente ha spiegato all’ Ansa, l’idea è nata da una propria insoddisfazione: dopo aver spiegato alcuni argomenti ai propri alunni, si era accorta che mancava qualcosa. “Avvertivo la netta sensazione che ciò che gli stavo proponendo non li appassionava per nulla. Da qui l’idea di mettermi in gioco e calarmi verso un modo nuovo di raccontare la mia materia”. Queste le parole dell’insegnante.

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“Il muro dei versi”

L’insegnante Barulli  ha così aperto un profilo instagram dal nome “Il muro dei versi”. “Il lavoro – ha aggiunto ancora la Barulli – consiste nell’andare ad abbinare i versi di una poesia a testi delle canzoni di oggi. Quando è stato trovato, loro lo postano su Instagram e lo fanno tutte le sere alle 20, tranne la domenica”. Insomma, un modo per attualizzare testi che possono apparire agli studenti troppo datati, sebbene siano così vicini da un punto di vista contenutistico . Non a caso l’hashtag utilizzato è “il passato prende vita”.

I social a scuola

Questa iniziativa è la dimostrazione di come i social vadano introdotti nel mondo scolastico solo al fine di un corretto uso didattico, coinvolgendo maggiormente gli alunni nell’ apprendimento. E di ciò è convinta la professoressa di Spoleto, incurante del malcontento di alcuni colleghi riguardo questa idea. La stessa è anche convinta di non perdere autorevolezza nonostante la messa in atto di questo progetto. Sicuramente si tratta di un metodo originale e moderno per avvicinare gli studenti allo studio della letteratura italiana. E chissà che non venga preso ad esempio anche da altre insegnanti.