la riforma scolastica della Lega

Grande attesa per il 23 marzo, giorno dell’insediamento delle camere. Tutti gli italiani aspettano di conoscere quale sarà il nuovo governo che, auspicabilmente, guiderà il nostro Paese per 5 ininterrotti anni. Ma sarà davvero così? Si avanzano già ipotesi di ritorno alle urne o di governi tecnici. La parola spetterà comunque ,come sappiamo, al Presidente della Repubblica Mattarella, che con ogni probabilità aprirà le consultazioni subito dopo Pasqua. Nell’attesa, sul fronte Lega, Matteo Salvini parla di quella che sarà la sua riforma scolastica se diventasse il nuovo Premier. Vediamone alcuni punti.

Unione dei cicli scolastici e Prof prevalente

Già in campagna elettorale Salvini ne aveva parlato, e se salirà al Governo, intende prestar fede alle promesse fatte. Ciò che preme al leader leghista è smantellare la Buona Scuola. E tra le più ambiziose innovazioni spicca l’unione dei cicli scolastici, vale a dire l’unificazione dei cinque anni di primaria e dei tre anni delle medie inferiori in un unico ciclo scolastico. Vuole inoltre introdurre la figura del maestro/Prof prevalente: costui si occuperà delle materie principali (italiano, storia, geografia, scienze) e seguirà la classe per tutta la durata degli studi. Sarà affiancato dagli insegnanti delle materie specifiche (matematica, lingue, discipline sportive, discipline artistiche, musica). In questo modo gli scolari potranno contare su una figura continuativa di riferimento.

Docenti al Sud e via la Chiamata diretta

Un altro punto importante della riforma che il leader della Lega vorrebbe attuare è quello attinente i docenti del Sud, per i quali deve valere il principio della “continuità affettiva” , permettendo loro di restare al Sud ad insegnare, senza dover affrontare al Nord spese di affitti poco sostenibili. Si vuole dunque porre un freno, o perlomeno ridurre, il “flusso migratorio” di molti insegnanti del Sud, costretti a spostarsi per poter lavorare, riavvicinandoli al loro territorio. Non sono stati resi noti gli strumenti atti a voler raggiungere questo obiettivo, ma un punto di partenza pare essere quello di incidere su stipendi troppo bassi per poter sostenere spese di trasferte e affittii. La possibilità da parte dei Dirigenti Scolastici di scegliere gli insegnanti all’interno, per così dire, di un bacino predefinito ( la c.d “Chiamata diretta”) , va eliminata secondo Salvini. Questa via di reclutamento era stata introdotta, ricordiamo, sempre dalla legge 107 della Buona Scuola, allo scopo di mettere i Dirigenti nella condizione di poter scegliere gli insegnanti più adeguati rispetto il piano dell’offerta formativa. Scopo evidentemente rivelatosi un fallimento.

Potrebbe interessarti:  Ddl semplificazione: revisione organi collegiali, news 11/12

No allo Stop dopo 36 mesi e Sí ai Pas

Un importante aspetto su cui la Lega propone di intervenire è anche quello della regola dello Stop a chi resta ancora precario dopo 36 mesi di servizio. Regola da sempre contestata ed oggetto di preoccupazione di molti precari, che andrebbe eliminata in toto. A ciò si aggiunge il desiderio di voler reintrodurre i Pas (Percorsi Abilitanti Speciali) per i non abilitati. Nulla invece è stato detto in merito alla reintroduzione anche del Tfa.  Insomma, un progetto ambizioso e di difficile realizzazione sotto alcuni aspetti (soprattutto con riferimento all’unificazione dei cicli scolastici). Quel che è certo è che la scuola necessita di un piano riformatore che vada a sanare le numerose pecche ad oggi esistenti e aggiunte con la Buona Scuola. E chiunque si appresterà a governare il nostro Paese dovrà avere tra le priorità proprio una compiuta riforma scolastica.