Tar Latina concede cautelare a docente non abilitato per partecipare al colloquio orale

Il Tar Latina è stato chiamato a pronunciarsi su un ricorso per l’ammissione al colloquio orale di un docente non abilitato. L’anteprima della notizia viene rilasciata con un post su Facebook dall’avvocato che lo ha proposto. Primo precedente cautelare in Italia ottenuto dallo studio Santonicola. Concesso decreto monocratico, dal Tar Latina, su di un ricorso individuale, depositato pochi giorni fa. Questo e ciò che si legge sulla bacheca in attesa della pubblicazione di un commento dettagliato.

Accoglimento in via cautelare

Leggendo il dispositivo di rilascio del procedimento cautelare (qui disponibile) la prima cosa che si nota è l’accoglimento dell’istanza del ricorrente che lamenta l’esclusione dalla partecipazione al colloquio orale previsto dal d.lvo. 59/2017. I giudici dispongono che il Miur debba consentire con ogni mezzo al ricorrente di poter partecipare al concorso per titoli ed esami disposto dal bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 febbraio 2018. Non sfugge tuttavia ad un osservatore attento che il ricorso verrà trattato in camera di consiglio il prossimo 19 aprile 2018.

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Una via tortuosa

Posto che non vi sia ancora nessuna certezza di un accoglimento definitivo del ricorso, per cui il ricorrente verrebbe ammesso alla stessa procedura riservata ai docenti iscritti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto, la notizia provoca un fremito di sdegno tra i precari abilitati che vedono a rischio la loro posizione nelle graduatorie regionali in virtù della partecipazione di altri soggetti inizialmente esclusi dalla fase transitoria. Indipendentemente da tutto questo esistono due considerazioni da fare. La prima riguarda i diritti legittimi alla stabilizzazione che spesso pongono in contrasto tra loro diverse categorie di docenti. La seconda riguarda le procedure di reclutamento dei docenti stessi. L’ostinazione a non voler riaprire le Gae per i docenti abilitati, decretando un sistema di reclutamento che sarà inevitabilmente foriero di ulteriori contenziosi (si pensi alla non ripetitibilità dell’anno di prova), non fa altro che peggiorare le cose. L’unificazione della categoria dei docenti si può ottenere soltanto con un provvedimento legislativo organico che assicuri a ciascuno il ruolo in base alla specificità dei titoli e del servizio posseduti.

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