l'Italia posizionata al secondo posto per l'abbandono degli studi universitari

Il nostro Paese si trova sul podio, ma si tratta di una posizione che lascia dell’amaro in bocca. L’Italia detiene infatti il secondo posto per numero di abbandoni degli studi universitari. Uno studio condotto e pubblicato dalla banca dati Eurostat di Bruxelles parla di circa mezzo milione di giovani che, per svariati motivi, hanno abbandonato l’università. Questo dato rappresenta sicuramente una realtà che fa poco onore al nostro Paese.

Le ragioni degli abbandoni

Gli esperti della Commissione Europea hanno cercato di individuare le ragioni che inducono così tanti ragazzi ad abbandonare il sogno della laurea. Tra le principali motivazioni spicca il desiderio di lavorare. Forse gli (ex) studenti vedono troppo lontana la laurea e di conseguenza troppo lontana la possibilità di un’indipendenza economica. Preferiscono così accontentarsi del diploma di scuola superiore per mettersi quanto prima alla ricerca di un lavoro. La seconda ragione di abbandono è la delusione circa le proposte universitarie offerte: “ lo studio non ha soddisfatto bisogni e/o interessi”. Una motivazione forse anomala se pensiamo che , prima dell’iscrizione, si presume una preventiva informazione da parte delle future matricole riguardo quello che è il piano di studi della facoltà desiderata. Si aggiungono poi ragioni legate a problemi di salute e famigliari, oltre che il mancato superamento di imprecisate difficoltà.

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I motivi economici

All’elenco di ragioni sopra descritte si aggiunge una bassa percentuale di studenti che lascia l’università per motivi economici. Si parla dell’8,3%. Questo dato, seppur minoritario, rimanda il pensiero al discorso delle tasse universitarie, che probabilmente non sono ancora al passo con gli altri paesi europei. La percentuale infatti è comunque più alta rispetto alla media UE, che invece si aggira intorno al 6%.

Pochi laureati in Italia

Tirando le somme, tutti questi dati riguardo gli abbandoni dell’università influiscono sui numeri di laureati in Italia. Sono sempre troppo pochi rispetto la media europea. Occorrerebbe incentivare i giovani non solo all’iscrizione ma anche alla conclusione degli studi universitari stessi. Sicuramente un ottimo slancio in questo senso potrebbe essere la previsione di maggiori borse di studio per gli studenti universitari meritevoli, maggiori percorsi di tirocinio e un ulteriore abbassamento delle tasse universitarie.