Scuola, assunzioni docenti ultime notizie: Gae da riaprire, la posizione di Bussetti
Scuola, assunzioni docenti ultime notizie: Gae da riaprire, la posizione di Bussetti

E’ nota, ormai da anni, la situazione dei diplomati magistrale ante 2001/2002 e del loro diritto o meno di essere inseriti nelle Gae. Dal 2014 ad oggi si sono susseguiti una serie di eventi. Dal riconoscimento abilitante del titolo, nel marzo 2014, alla serie di contenziosi avviati negli anni successivi. E, dopo una prima ondata di esiti positivi, l’Adunanza Plenaria, nel novembre 2017, ha sovvertito i giudizi precedenti (vedi l’articolo). L’assemblea riunita alla fine dello scorso anno, infatti, ha deciso che le graduatorie ad esaurimento sono chiuse dal 2007 e non è possibile permettere nuovi inserimenti.

Motivazioni del rigetto in Adunanza Plenaria

Riguardo al rigetto, in ogni caso, è bene precisare le motivazioni. Nell’esito pubblicato il 15 dicembre scorso, i giudici si esprimono in maniera chiara, riguardo all’impugnazione del D.M. 235/2014. “Il dies a quo per proporre impugnazione andrebbe, semmai, individuato nella pubblicazione del D.M. 16 marzo 2007, con il quale, in attuazione dell’art. 1, comma 605, l. 296/2006, veniva disposto il primo aggiornamento delle graduatorie permanenti, che la legge finanziaria per il 2007 aveva “chiuso” con il dichiarato fine di portarle ad esaurimento”. In parole povere, secondo i giudici, i ricorrenti in questione avrebbero dovuto contestare il primo aggiornamento delle graduatorie, nel momento in cui furono trasformate da permanenti ad esaurimento.

Chiedere di agire prima di averne il diritto

Cerchiamo di analizzare bene la questione dal punto di vista di un diplomato magistrale. Fino al 2014 ha potuto insegnare, sfruttando l’inserimento nella III fascia delle graduatorie d’istituto, senza poter ambire all’immissione in ruolo (ad eccezione del concorso 2012). Nel marzo 2014 un Dpr formalizza l’abilitazione del suo titolo. A questo punto, propone di far valere i propri diritti davanti la giustizia, semplicemente per poter ambire all’immissione in ruolo. Tutto ciò richiedendo la riapertura delle Gae e il suo inserimento. Una serie di sentenze, in Consiglio di Stato, aprono uno spiraglio (per utilizzare un eufemismo, dato che sono migliaia i docenti che vengono inseriti nelle graduatorie). Ma, a distanza di due anni e mezzo dalla prima sentenza positiva (sentenza del CdS 1973/2015) gli stessi giudici del Consiglio di Stato decidono che non ci sono i presupposti per aprire le Gae, per le motivazioni sopra descritte.

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Trattamento discriminatorio dei diplomati magistrale

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In aggiunta, ci si ritrova in una situazione discriminatoria. Ricorrenti delle sentenze positive, inserite a pieno titolo in Gae. Colleghi, invece, con provvedimenti cautelari, a rischio esclusione. E tutto ciò dopo aver svolto supplenze o, addirittura, essere stati immessi in ruolo e aver superato l’anno di prova. Di conseguenza, ci si ritrova con docenti che hanno potuto rivendicare, giustamente, il loro diritto ad aspirare al ruolo e colleghi che si ritrovano con una spada di Damocle sulla testa da anni, ormai. Che hanno potuto stipulare contratti con riserva ma che svolgono servizio a tutti gli effetti. Tutto ciò comporta anche una guerra interna. In una situazione di insofferenza totale, infatti, si contesta qualsiasi cosa pur di rivendicare il proprio diritto. Anche la fortuna avuta dai colleghi che si ritrovano, in questo momento, con esiti giudiziari positivi. Tutto ciò va oltre le dinamiche giudiziarie.

Trovare una soluzione

In una situazione del genere occorre trovare una soluzione. Cercare di tutelare e far valere un diritto per tutti quanti, innanzitutto, e non solo per una parte che, fortuna loro, si sono ritrovati al posto giusto nel momento giusto. In secondo luogo, occorre mantenere una certa coerenza anche da un punto di vista legislativo. Non è concepibile che si venga attribuito l’appellativo di “abilitati all’insegnamento” e poi non si dia la possibilità di poter aspirare all’immissione in ruolo. E questo discorso si allarga a tutti coloro che hanno studiato per anni e hanno conseguito un’abilitazione all’insegnamento. Ma, se per i docenti della scuola secondaria si sta cercando una soluzione, con la Fase Transitoria, la situazione per i docenti di Infanzia e Primaria è sempre critica.