Personale ATA, data di scadenza per la scelta delle scuole
Personale ATA, data di scadenza per la scelta delle scuole

Sono gli ultimi giorni per il personale ATA per poter scegliere le scuole di una determinata provincia, da inserire nel Modello D3. Stiamo parlando della domanda consistente l’inserimento, oppure l’aggiornamento, della III fascia. La data di scadenza per la compilazione del modulo virtuale su Istanze Online è il 13 Aprile 2018. Ricordiamo, per chi se lo fosse dimenticato, che è possibile scegliere fino ad un numero massimo di 30 istituti compresi all’interno di una sola provincia.

Personale ATA: la scuola capofila è obbligatoria nel modello D3?

E’ d’uopo chiarire che non è obbligatorio l’inserimento nel Modello D3 della scuola capofila citata nel precedente modello di domanda. Tuttavia, non ci sono divieti nell’inserirla se qualcuno volesse farlo. Ricordiamo che non esiste inoltre alcun limite circa la tipologia delle scuole selezionabili. Entro il 13 Aprile 2018 è possibile modificare i nomi degli istituti scelti, tutte le volte che si vuole.

In caso di annullamento della domanda?

E’ bene sapere che ogni volta che si annulla la domanda, sarà necessario effettuare un nuovo inoltro, con l’inserimento del codice personale. In caso contrario sarà solo registrato l’annullamento. Quindi conta l’ultima operazione effettuata. Il sistema terrà conto solamente dell’ultimo invio. Come ricorda Orizzonte Scuola, la cosa più saggia da fare è quella di operare esclusivamente sulla domanda, nel momento in cui il candidato sia convinto della scelta effettuata, in maniera tale da evitare ulteriori ripensamenti.

Pensioni da fame per il personale ATA

Nonostante sia un lavoro ancora molto ambito, quello del collaboratore scolastico non gode purtroppo di pensioni molto generose. Agli adepti di tale ruolo professionale, anche oltre i 35 anni di servizio, vengono infatti corrisposte pensioni molto inferiori rispetto a quelle dei colleghi che hanno svolto mansioni statali identiche. Un esempio? Prendiamo il caso di un collaboratore scolastico, un tale M.B.
Al soggetto in questione (andato in pensione a 59 anni dopo 37 di servizio) è stata calcolata una pensione su una fascia stipendiale in godimento di 21/27 anni. Come mai? Il tutto deriva dall’accordo ARAN-CGIL-CISL-UIL-SNALS del Luglio 2000. Con tale accordo, l’assegno pensionistico viene calcolato, prendendo appunto come modello una fascia di stipendio pari circa alla metà di quella che invece spetterebbe ad un lavoratore nel caso di riconoscimento della piena anzianità maturata con il servizio svolto alle dipendenze degli Enti locali.
Fonte: Orizzonte Scuola