Ci vuole il tempo pieno e lo sdoppiamento classi pollaio: lo dice anche la Fondazione Agnelli

La Fondazione Agnelli ha effettuato uno studio in base al quale nei prossimi 10 anni potrebbero esserci 55000 cattedre in meno. Meno studenti e dunque – a norme vigenti – meno classi e meno insegnanti, in tutta Italia. È questo lo scenario del prossimo decennio che per la scuola italiana prospettano le elaborazioni della Fondazione Agnelli, a partire dai dati Istat sull’evoluzione demografica. Con significative implicazioni per le politiche dell’istruzione dei prossimi governi. Questo è quanto scritto in un comunicato diramato dalla Fondazione Agnelli.

Scongiurare altri tagli

Esistono delle alternative che consentono di evitare di accettare passivamente il taglio degli organici, anche se questa soluzione consentirebbe un risparmio di quasi 2 miliardi di euro annui. Quanto ipotizzato dal celebre tihnk tank, dopo aver delineato il quadro del calo demografico che causerà un milione di studenti in meno, si allinea perfettamente alle proposte fatte dai docenti precari della scuola primaria dell’infanzia. Per evitare di entrare in ruolo tra 10 anni all’infanzia (5 alla primaria), stante l’elevato numero di docenti ancora presenti nelle graduatorie ad esaurimento e nella seconda fascia delle graduatorie di istituto, va introdotto il tempo pieno e va effettuato lo sdoppiamento delle classi pollaio.

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Identiche proposte dei precari

La prima soluzione avanzata dalla fondazione Agnelli è quella di provvedere ad aumentare il numero medio di docenti per classe come del resto già accaduto nel 1990 attraverso l’introduzione del modulo didattico alle scuole elementari. La seconda soluzione possibile riprende quanto sta accadendo in Francia con la «riforma Macron». Oltralpe si sta procedendo al dimezzamento degli alunni per classe nelle aree più problematiche. “L’alternativa che tuttavia appare preferibile a chi dà priorità al miglioramento della qualità dell’istruzione in Italia – ha chiosato Andrea Gavosto – è un rafforzamento generalizzato della “scuola del pomeriggio”, con più possibilità di scelta del tempo pieno/prolungato, attività integrative, supporto ai percorsi personalizzati, contrasto all’abbandono”.