Gli obiettivi del ricorso per Cassazione contro la sentenza Plenaria

Parte l’offensiva dei diplomati magistrali col ricorso in Cassazione per la riforma della sentenza plenaria del 20 dicembre. Previsto per i prossimi giorni il deposito presso la cancelleria dell’istanza di revisione alla quale hanno collaborato 14 avvocati. L’elenco è composto da Francesco Amerigo, Isetta Barsanti Mauceri, Michele Bonetti, Dino Caudullo, Giuseppe Cundari, Santi Delia, Tommaso De Grandis, Vincenzo De Michele, Sergio Galleano, Walter Miceli, Michele Merenghi, Domenico Naso, Maurizio Riommi, Salvatore Spataro, Stefano Viti, Nicola Zampieri. Il massimo obbiettivo di questo ricorso è l’annullamento della sentenza impugnata. Come vedremo più avanti non è neanche l’unico.

Primo obiettivo: annullamento della Plenaria

Avevamo già descritto in questo nostro altro articolo i motivi a supporto di questa nuova azione. Sì va dall’ eccesso di potere giurisdizionale al difetto assoluto di giurisdizione, fino alla violazione della Costituzione e della Cedu. Com’ è noto, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha deliberato in senso sfavorevole, pur in assenza di contrasto del giudicato. La Cassazione è il terzo grado di giudizio in esito al quale le sentenze divengono definitivamente esecutive (ovvero “cosa giudicata”). Il primo obiettivo è quello di ottenere il completo annullamento di quanto decretato dai giudici di Palazzo Spada lo scorso 20 dicembre 2017.

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Effetti

I ricorrenti sono gli stessi del ricorso deciso dall’Adunanza Plenaria. E’ stato sufficiente che vi partecipasse solo una parte degli originari soccombenti per fare in modo che gli effetti della decisione delle Sezioni Unite della Cassazione potessero avere inevitabilmente effetti nei confronti di tutti gli interessati, visto che l’obiettivo è l’annullamento della sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Per questa ragione non è stato necessario farli intervenire tutti. Altri studi legali hanno promosso ricorsi indiretti, sempre in Cassazione, affinché beneficiassero della auspicabile sentenza positiva sul ricorso principale. Superfluo dire che gli effetti si riverbereranno su tutti i diplomati magistrali; anche quelli che non hanno proposto analogo ricorso.

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La salvaguardia delle posizioni

Il secondo obiettivo di questa azione giudiziaria è certamente quello di consentire ai legali che hanno patrocinato i ricorsi presso il TAR di richiedere la sospensione dei giudizi di merito che causeranno i licenziamenti. Con questa manovra, i diplomati magistrali in Gae con riserva potranno nuovamente ambire a settembre ad essere destinatari di proposte di supplenza con convocazioni dalle graduatorie ad esaurimento. Per quanto riguarda i docenti di ruolo che hanno superato l’anno di prova, la loro posizione è salda. E’ questo il convincimento dell’ex cassazionista Michele De Luca, per il quale sarebbe sopravvenuta la cessazione della materia del contendere.