La Fedeli sul bullismo ai danni dei prof: "Non ammettere gli studenti agli scrutini"

Il ministro Valeria Fedeli, intervenendo al Tgcom24, (cliccando sul link si possono ascoltare le dichiarazioni originali) ha tracciato la strada da seguire per contrastare gli atti di bullismo in danno di studenti e professori. Gli strumenti idonei e le leggi esistono già; basta metterli in pratica.

Le dichiarazioni del ministro

Di fronte ai fatti di Lucca e di Velletri i ragazzi vanno sospesi, il consiglio d’Istituto deve valutare la gravità dei fatti, che secondo me c’è, e gli studenti devono essere sanzionati fino a non essere ammessi agli scrutini finali“. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, a Tgcom24. “Vanno sospesi e sanzionati anche i ragazzi che hanno girato il video e che hanno guardato quanto avveniva in classe“.

Intervenire tempestivamente

I fenomeni di emulazione prendono spunto da tutte quelle situazioni che rimangono impunite. E’ questo il senso delle dichiarazioni rilasciate dal responsabile del dicastero dell’istruzione che aggiunge “Ci sono due temi quali la prevenzione, l’educazione al rispetto, e poi il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia“.

Non rinunciare alla funzione della scuola

Non intervenire in tempo conduce alla delegittimazione della funzione dei docenti, oltre che quella della istituzione scolastica e dei genitori. “Questi ragazzi vanno seguiti e rieducati, ma le sanzioni vanno prese in considerazione”. Le dichiarazioni del ministro si allineano alle richieste di quei docenti che chiedono con forza la tutela della professione. Si tratta del rilancio di una linea dura che va in controtendenza rispetto al clima eccessivamente ‘buonista’ denunciato dai più. Anche chi diffonde i video di gesti del genere va ripreso e sanzionato con tutti i mezzi a disposizione, fino anche a non ammettere gli studenti agli scrutini.

Serve coraggio

Non rinunciare a trasmettere il senso di responsabilità, educare, valutare e sanzionare. Il pensiero di Valeria Fedeli In definitiva è lo stesso di quello espresso dal Presidente dell’ANP Mario Rusconi. Con questi interventi implicitamente si incoraggiano tutti quei dirigenti scolastici che di fronte a fatti del genere non sporgono denuncia, preferendo ricomporre l’accaduto all’interno delle proprie scuole col risultato di demotivare gli insegnanti.