Non licenziate quelle maestre: l'appello di Franco di Mare

L’appello del giornalista Franco Di Mare giunge al quinto giorno dello sciopero della fame delle maestre. La protesta dei diplomati magistrali ha toccato nel vivo la coscienza di vip, semplici telespettatori, parlamentari e ministri. Dopo le trasmissioni di Canale 5 e La7, la principale rete nazionale ha dato risalto alla questione delle maestre licenziate dalla sentenza del Consiglio di Stato. E si tratta di un appello che va dritto al cuore di chi si occupa delle questioni del Paese.

Il messaggio di Franco Di Mare

Nel messaggio che il giornalista ha consegnato ai telespettatori sintonizzati su Rai 1 c’è un breve resoconto di quanto sta accadendo a migliaia di maestre elementari. “Ma com’è possibile che il legislatore non abbia pensato che in questo modo sarebbero stati letteralmente buttati fuori dalle scuole 45mila insegnanti che avevano fatto bene fino a quel momento?” dice Franco Di Mare. Le difficoltà a formare il nuovo governo che tutte le reti nazionali documentano ogni giorno preoccupano le parti in causa. Settembre si avvicina a grandi passi e senza una decisione che provenga dal Parlamento sarà impossibile far lavorare tutti quanti.
“Intanto però il tempo corre” – continua Di Mare – “l’anno scolastico volge al termine e, con esso, si avvicina il momento dell’inevitabile licenziamento di migliaia di maestri, se non si troverà una soluzione. Non occorrerebbe nemmeno dirlo, ma un Paese che fa così, è un Paese che sta dichiarando di non credere in sé stesso e nel proprio avvenire.”

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Il tavolo al Miur

Ricordiamo che il ministro Fedeli, dalle pagine del suo sito, aveva rassicurato tutti quanti che il ministero sta lavorando per cercare una soluzione da consegnare alla politica. In effetti è stato aperto un tavolo presso il Ministero dove si è svolta una due giorni in cui sono state audite le associazioni i gruppi rappresentativi delle varie categorie. I lavori stanno procedendo a buon ritmo e domani saranno nuovamente sentiti i sindacati per un altro giro di consultazioni. A seguire torneranno a Viale Trastevere le associazioni per consegnare le proposte funzionali alla approvazione di un decreto d’urgenza da parte dell’attuale governo.