Da Castelnuovo a Roma per lo sciopero dei diplomati magistrali esclusi dalle graduatorie

Cronache dallo sciopero del 2 e 3 maggio di Roma. Riceviamo e pubblichiamo. L’articolo originale è pubblicato sulla GAZZETTA DEL SERCHIO.
Il 2 e il 3 maggio in tutta Italia è stato proclamato uno sciopero nel mondo della scuola. Al centro dello sciopero è stata la protesta degli insegnanti abilitati all’insegnamento con diploma magistrale conseguito entro il 2001 – 2002 che, a causa della sentenza dell’Adunanza Plenaria dello scorso 15 novembre, rischiano di vedersi esclusi dalle Graduatorie ad Esaurimento (GaE) e di non poter quindi aspirare ad un contratto a tempo indeterminato – nella provincia di Lucca sono circa 600 gli insegnanti che si trovano in questa situazione, in Toscana più di 8mila -. La Gazzetta del Serchio ha intervistato Anna Salvietti, una docente che ha aderito allo sciopero e che, dopo aver ottenuto tre anni fa il ruolo con riserva, ora rischia la revoca del contratto indeterminato e l’esclusione dalle GaE.
Si presenti…
Anna Salvietti, cinquant’anni di Castelnuovo di Garfagnana, attualmente lavoro presso l’Istituto Comprensivo di Castiglione di Garfagnana come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Ho due lauree: una in Filosofia presa negli anni 90 e la seconda in Scienze della formazione primaria, presa nel 2013. Sono entrata di ruolo nel 2015 grazie al ricorso che ha permesso l’accesso alle Gae (Graduatorie ad esaurimento) a tutti i diplomati magistrali che avessero conseguito il titolo entro l’anno scolastico 2001/2002. Proprio nel 2015 fu bandito un nuovo concorso ma non venne data la possibilità di partecipare a noi in ruolo con riserva ed erroneamente interpretai questo come il segno di una stabilizzazione ormai certa.
Cosa rischia esattamente ora?
A causa di una sentenza dell’Adunanza Plenaria del 15 novembre 2017 rischio di veder cancellato il mio ruolo e il paradosso è che rischio di non poter fare nemmeno più supplenze e quindi non poter nemmeno più insegnare dato che, essendo considerata ormai di ruolo, non mi è stato pemesso di essere inserita nelle graduatorie d’istituto riservate ai docenti precari.
Ha altri titoli, oltre a quelli sopra citati?
Ho altri titoli specifici per il sostegno, corsi universitari e proprio ora sto frequentando con molto sacrificio un Master a Padova sui Disturbi dell’Apprendimento. Questo ultimo impegno assai gravoso oltre che nello studio anche dal punto di vista economico però non l’avrei intrapreso se avessi saputo che il mio ruolo, ottenuto tre anni fa , rischia di essere non confermato.
Da quanto tempo insegna a scuola?
Da circa 16 anni. Per iniziare a lavorare nelle scuole mi sono dovuto trasferire a Milano. Proprio lì è cominciata la mia carriera come docente nell’anno scolastico 2002 -2003, inizialmente con supplenze brevi su più ordini di scuola, in pratica cambiavo molte scuole in un anno, rincorrendo la supplenza più lunga. Poi dal 2005-2006, fortunatamente, sono riuscita ad avere incarichi annuali (ossia da giugno a settembre) nella scuola primaria.
Perché ha aderito allo sciopero del 2 e del 3 maggio?
Sebbene mi sia dispiaciuto lasciare la mia classe con l’alunno con disabilità e quindi creare disagio, non potevo non cogliere l’occasione di rivendicare la situazione drammatica in cui ci troviamo io ed altri colleghi che rischiamo la perdita definitiva della stabilizzazione mentre sappiamo che, altri docenti con pari titolo, sono riusciti ad ottenere, quello che noi abbiamo perduto forse per sempre. In questi giorni alcuni insegnanti abilitati all’insegnamento con diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 sono stati a Roma davanti al Miur e, per porre l’attenzione su questo problema hanno aderito addirittura allo sciopero della fame.
So che è andata nella capitale per stare vicino ai suoi colleghi, come le è parsa la situazione?
Sono partita per Roma la mattina del primo maggio e sono rientrata ieri sera (2 maggio), per stare accanto alle colleghe in sciopero della fame al presidio davanti al Miur. Siamo state con i nostri cartelloni anche al concerto del primo maggio per far conoscere all’opinione pubblica e ai giornali la nostra causa e al presidio abbiamo incontrato alcuni esponenti politici che ci hanno garantito il loro impegno per risolvere la questione.
Lo strano caso dei diplomati magistrali oltre che su voi e sulle vostre famiglie, quali conseguenze può avere sulla scuola e sugli studenti?
Anche i nostri alunni sono vittime di questa situazione infatti il precariato non assicura continuità o progettualità. Specialmente le classi impegnative con alunni con bes (bisogni educativi speciali) e molto disomogenee, dovrebbero avere insegnanti conosciuti, con cui hanno instaurato una relazione affettiva forte, perchè non dimentichiamo che le conoscenze si consolidano maggiormente in un clima affettivamente significativo, così come per l’insegnante è importante avere appreso gli stili cognitivi di ciascun alunno, i loro sentimenti e i loro punti di forza in modo da costruire una progettualità educativa a lungo termine ed iniziando l’anno successivo dal punto in cui si era interrotto a giugno.
Cosa si auspica per il futuro?
Sinceramente in questo momento sto combattendo tenacemente per mantenere ciò che ho, ma senza crearmi grandi illusioni, perché ormai ho imparato quanto siano dolorosi i sogni infranti. Ma dal profondo del mio cuore auguro a tutti i miei colleghi precari, non solo della primaria, e a me stessa una stabilizzazione perché la precarietà lavorativa è devastante mentalmente a lungo termine per noi insegnanti: pensi ad immaginare, nel mese di giugno, dover ripresentare sempre la stessa domanda di sussidio di disoccupazione, attendere quei soldi e arrivare a settembre senza sapere dove si andrà a lavorare, con quali alunni e per quanto tempo.

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