Scuola - Pittoni (Lega): comma 131 inasprisce guerra tra poveri

La scuola primaria e dell’infanzia vive giornate di tensione sull’onda lunga degli effetti post plenaria. I 55000 maestri diplomati chiedono un provvedimento urgente alla politica, ma il fronte dei controinteressati reagisce compatto e dice no a sanatorie. I licenziamenti con conseguenti depennamenti dalle Gae non assicurano i diplomati magistrali che potrebbero trovarsi presto nell’impossibilità di lavorare. Il comma 131 della Buona Scuola che dispone il divieto di supplenze oltre i 36 mesi di servizio è il vero nodo cruciale dell’intera questione del precariato scolastico. Eliminarlo e neutralizzarne gli effetti contribuirebbe a svelenire il clima creatosi tra le diverse categorie. Ne è convinto il senatore Mario Pittoni che al riguardo ha emesso un comunicato in cui annuncia la presentazione del disegno di legge per abolire il divieto di supplenze nella scuola dopo 36 mesi di servizio.

Il comunicato del Senatore Mario Pittoni

«L’inasprimento della guerra tra poveri nel precariato scolastico richiede interventi urgenti. Abbiamo quindi deciso di depositare in anticipo, rispetto alla formazione del Governo, l’annunciato disegno di legge sostitutivo del comma 131 della “Buona scuola” in base al quale dopo 36 mesi da insegnante precario, se non vieni assunto a tempo indeterminato, sei lasciato a casa disperdendo il bagaglio di esperienza maturato. La nuova versione reinterpreta la normativa europea non più a danno, bensì a favore dei lavoratori». Parole del sen. Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega. «L’auspicio – spiega Pittoniè che contribuisca a svelenire il clima sviluppatosi tra interessati e contro interessati nella vicenda dei diplomati magistrale, che rischiano di non poter più insegnare dopo una sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato. Si cerca una soluzione “politica” che non penalizzi altre categorie, così da agevolarne il percorso legislativo (non ancora chiaro nell’attuale particolarissima fase) per non ritrovarsi – conclude Pittoni – fuori tempo massimo».

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