Scuola, Don Mazzi e le solite colpe degli insegnanti: l'editoriale
Scuola, Don Mazzi e le solite colpe degli insegnanti: l'editoriale

Ancora attacchi nei confronti degli insegnanti. Questa volta a mettere sul banco degli imputati i professori è il famoso Don Mazzi. Le bocciature e le punizioni? Il male assoluto nella scuola! Chi può giudicare meglio di lui. Peccato che con il suo buonismo abbia fallito persino con Fabrizio Corona.

Don Mazzi: “La scuola punitiva fa il male dei ragazzi”

Secondo l’opinione del sacerdote tutti i mali della scuola moderna risiedono nell’eccessiva burocrazia e nella incapacità da parte degli insegnanti di conoscere i reali problemi che affliggono gli alunni. Vediamo la ricetta proposta da Don Mazzi per salvare finalmente il mondo della scuola pubblica italiana.
Don Mazzi, senza giri di parole, accusa la scuola di essere “punitiva”; non solo, ma crede che la deriva in cui si trova la medesima istituzione risieda proprio nell’eccessiva ‘burocrazia”. Il suo pensiero viene ampiamente illustrato attraverso un articolo pubblicato nei giorni scorsi su “Famiglia Cristiana”.
Vediamo brevemente cosa pensa Don Mazzi a proposito della scuola contemporanea: “La scuola – spiega il famoso sacerdote – deve conoscere gli alunni e quanto attorno agli adolescenti può accadere. La cosa che si dovrebbe subito iniziare è un confronto d’équipe costante, formativo e programmatico fra docenti”.

Gli insegnanti dialogano sin troppo con le famiglie

Su quest’ultimo passaggio, con dispiacere, credo di dissentire totalmente con l’illustre Don. Caro Don Mazzi, la scuola da questo punto di vista fa sin troppo. Non so se lei conosce con dovizia di particolari quello che avviene in una scuola (io credo di no): pensiamo ai Consigli di classe che si tengono costantemente ogni mese.
Sta forse mettendo in dubbio la capacità di dialogo e di ricerca delle strategie dei formatori? Quegli incontri mensili, probabilmente, diventano persino eccessivi, sia per i docenti che per le famiglie, in quanto non risolvono nessun problema. Diventano anche inutili per trovare le giuste strategie per correggere (in itinere) i malsani comportamenti e il palese disinteresse degli studenti nei confronti delle varie discipline e dell’apprendimento in generale. Non serve che gli insegnanti si incontrino, viceversa, ritengo sia utile che ad incontrarsi siano tutte le famiglie degli studenti (tutti) e non solo i rappresentanti dei genitori, come spesso avviene.
A proposito degli episodi di violenza contro i prof, il famoso Don Mazzi precisa dell’altro, lasciando trapelare peraltro la sua evidente mancanza di contezza rispetto a quello che avviene didatticamente e disciplinarmente nelle istituzioni scolastiche: “Urge lavorare in gruppo e, laddove ci sono adolescenti, l’insegnante che entra nell’aula deve essere un nome, un’esperienza e non soltanto un testo di matematica”. Poi prosegue: “Un docente vero deve intuire simili atteggiamenti, aggirarli e smontarli ancor prima di cascarci dentro, e giocare a braccio di ferro non è certamente la tattica vincente, né è vincente creare lo scombussolamento dell’intera scuola”.
Insomma, Don Mazzi è proprio allo scuro del favoloso mondo della scuola e dello sfavillante lavoro dell’insegnante. La sua ricetta fa trapelare non solo parecchia superficialità nel giudicare, ma, ancora una volta, fa capire che i primi ad essere vittime nel mondo della scuola tornano ad essere i docenti. Questi ultimi, caro Don Mazzi, sono ‘bistrattati’ da tutti: dalle famiglie, dai Dirigenti scolastici, dagli studenti e persino da chi dovrebbe ricercare nelle problematicità contemporanee la verità e le soluzioni, con fatti e testimonianze concrete.
Additare agli insegnanti la colpa di tutti i mali della scuola d’oggi risulta essere anacronistico, iniquo e superficiale. Le verità sui problemi di violenza attuali si nascondono spesso dietro gli orpelli delle norme e dei regolamenti (disattesi da tutti). Un uomo di chiesa dovrebbe prima di tutto conoscere, informarsi, vivere all’interno di una scuola. Dovrebbe rendersi conto di persona di tutte le dinamiche che si innescano all’interno di un gruppo classe. Dovrebbe rendersi conto che un insegnante non può conoscere i bisogni di ciascun ragazzo perché i primi a non conoscerli sono le famiglie. Quelle carenze possedute dagli studenti partono da lontano (forse dalla Famiglia?) e non certo dai professori, i quali prima di tutto sono formatori e poi educatori.

Potrebbe interessarti:  Concorso straordinario, il caso dei docenti di ruolo con riserva

I docenti non possono più bocciare e non è solo colpa della burocrazia

Ma andiamo ad analizzare l’ultima parte delle dichiarazioni dell’illustre sacerdote: “Se poi arriviamo alle bocciature e alle punizioni esemplari significa che abbiamo perso definitivamente la guerra. La pressione mediatica eccessiva e ingiustificata fa il resto. Pare che cadiamo tutti dalle nuvole. E invece dobbiamo tornare entro le dimensioni vere dell’educazione e dentro le strategie predisposte e meditate nei lavori di gruppo e dalla scuola stessa”.
Se proprio volessimo dirla tutta, la verità è un’altra. Mi dispiace contraddire un autorevole esponente della Chiesa, ma a scuola oramai da tempo non si boccia più! Oggi, infatti, fa più clamore una bocciatura quando invece dovrebbe fare chiasso una promozione di massa (quello che avviene puntualmente oggi). Fermare uno studente è divenuto per un docente quasi impossibile, se non nei casi conclamati come quelli di Lucca. Ecco, quegli episodi, se aspettiamo qualche anno in più senza fare nulla, iniziano a verificarsi con assiduità giornaliera. Insomma, oramai il vaso e fin troppo colmo!
Promuovere è lo sport preferito da tutti. Gli insegnanti fanno il loro dovere e i Dirigenti scolastici percepiscono prestigio e forse anche lauti stipendi … e tutti vissero felici e contenti. E’ questa la verità caro Don Mazzi. Quei comportamenti sono il risultato di quello che avviene oggi tra le pareti scolastiche. Pochi alunni meritano seriamente di essere promossi. Ma sottostare ad alcune regole illogiche e non scritte impone purtroppo di rispettarle tappandosi il naso.
Quei comportamenti a cui Lei faceva riferimento e che noi tutti leggiamo sulle prime pagine dei giornali sono il risultato, purtroppo, di questa illogica soluzione posta in essere (a partire da quest’anno) proprio dalla Politica di Matteo Renzi (più buoni più votati) che ingiustamente ha deciso di eliminare il voto di comportamento nella valutazione complessiva di ogni singolo studente. Il risultato? A meno di clamorosi fatti di cronaca nera, tutti gli alunni saranno promossi anche quest’anno! Insomma, la politica ha deciso di istituzionalizzare quello che prima si faceva nell’assoluto silenzio, aspettando che arrivasse in fretta il 23 di ogni mese.

A proposito della sua ricetta: cosa mi dice di Fabrizio Corona?

Infine, concludo la mia visione opposta, citando le sue stesse parole a proposito della burocrazia: “Purtroppo in questi ultimi periodi la burocrazia ha ucciso la scuola e solo alcuni insegnanti hanno cercato, rischiando sulla loro pelle, esperienze significative e incoraggianti”.
Su questo argomento Le do parecchia ragione ma le dico anche che con le nuove generazioni di famiglie (non degli alunni, badi bene) non esistono altre ricette se non le punizioni. Le stesse che i genitori non sono più in grado di ‘infliggere’ ai loro figlioli. Anche Lei ha potuto constatare tutto ciò con un notissimo giovane di nome Fabrizio Corona. In quel caso, purtroppo, i suoi buoni propositi sono presto tramontati inesorabilmente.
Con infinita stima, Luciano Mondello
Fonte: Orizzontescuola, articolo del 4 maggio 2018