I sindacati alla politica: emanate un provvedimento d'urgenza

I sindacati avevano chiesto e ottenuto un incontro con alcune forze parlamentari per discutere della questione dei diplomati magistrali. La richiesta è stata accolta e ieri si è svolta una riunione alla presenza del responsabile federale per l’istruzione della Lega senatore Mario Pittoni e degli onorevoli Andrea Marcucci e Simona Flavia Malpezzi del PD. I sindacati confederali hanno significato la necessità di intervenire sulla complessa situazione che si è venuta a creare dopo la Plenaria.

Comunicato congiunto

Sul portale della FLC CGIL viene riportato il comunicato congiunto di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e GILDA Unams con le firme di Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi e Rino Di Meglio. I Sindacati hanno indicato come indispensabile un provvedimento normativo, da adottare con la massima urgenza, a beneficio di tutti coloro che stanno oggi prestando servizio nella scuola primaria o dell’infanzia in quanto assunti negli anni scorsi a seguito di provvedimenti cautelari, tenendo altresì conto dei diritti di eventuali controinteressati nell’applicazione dei suddetti provvedimenti. Si tratta di moltissimi insegnanti che, per effetto di un altalenante andamento della giustizia amministrativa, rischiano di perdere il lavoro con preoccupanti conseguenze per alunne e alunni e per l’ordinata ripresa del nuovo anno scolastico.

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Urgenza del provvedimento

Nel comunicato non appare per espresso la soluzione che andrebbe adottata secondo il punto di vista delle quattro sigle sìndacali firmatarie del documento. Per essere chiari non c’è la proposizione di fissare un paletto per chi ha 36 mesi di servizio. Viene chiesto un provvedimento legislativo d’urgenza che disciplini una procedura riservata che tenga conto del servizio prestato. Non appare mai la dicitura transitorio e si sottolinea l’importanza di consentire la normale ripresa delle attività scolastiche per il prossimo mese di settembre. La nota congiunta conclude con l’auspicio che anche le altre forze parlamentari accettino di incontrare le rappresentanze sindacali.