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ASPETTATIVA SINDACALE NON RETRIBUITA
Unicobas batte Miur 2 a 1.

Una lezione per tutti: mala politica e mala ‘rappresentanza’ sindacale.
Con sentenza n.° 3624/2018 dell’8 Maggio,il Giudice monocratico, Dr.ssa Claudia Canè della Seconda Sezione Lavoro del Tribunale di Roma, CONFERMA la concessione dell’aspettativa non retribuita (a carico del sindacato Unicobas) concessa a Stefano d’Errico, assistito dall’Avv. Giovanni Angelozzi, dopo analoga vittoria in sede giudiziaria per l’anno scolastico 2016/2017, RESPINGENDO il ricorso in opposizione prodotto dal Miur (Gabinetto del Ministro Fedeli).

Il Giudice adito conferma quanto stabilito dalla precedente sentenza di merito, e CONDANNA IL MIUR AL PAGAMENTO DELLE SPESE (4039 euro). Il Ministero dell’Istruzione sosteneva quanto già eccepito nel primo giudizio che lo aveva già visto soccombente, ovvero che l’istituto dell’aspettativa sindacale non retribuita spettasse, come per quelle a carico dello Stato (e dei contribuenti) solo alle OOSS firmatarie di contratto (sic!) e ‘maggiormente rappresentative’ (tali in ‘grazia’ del vergognoso calcolo basato sulle elezioni RSU che consentono ai lavoratori di votare solo le liste presenti nella singola scuola senza che i sindacati di base possano tenere assemblee in orario di servizio per trovare candidati, frammentate e senza lista nazionale), sulla base di un contratto nazionale quadro sui permessi sindacali nel quale, in pieno conflitto d’interessi, CGIL, CISL, UIL, SNALS-CONFSAL e Gilda ___ e Miur pattuivano di riservare ai propri apparati di casta non solo le aspettative retribuite (2000 nel pubblico impiego), ma persino quelle che non danno luogo a nessuna retribuzione.

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Citando la Cassazione, il Giudice ribadisce invece che quanto previsto dalla L. 300/70 (Statuto dei Lavoratori) non può essere aggirato con un accordo fra Stato, Ministero ed alcune organizzazioni sindacali (a danno di altre).
La L. 300/70 infatti parla chiaramente: l’aspettativa non retribuita spetta ai membri degli organi statutari dirigenti di qualsiasi organizzazione sindacale. Ma facciamo parlare la sentenza, la quale afferma che trattasi di “…norma applicabile a tutti i lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali … ed è norma certamente di carattere imperativo (in quanto attinente a diritti indisponibili) e quindi non derogabile dalla contrattazione collettiva. Trattasi infatti di un diritto riconosciuto a tutela della libertà sindacale del lavoratore ed alla libera applicazione delle relative attività, costituzionalmente garantito (cfr. arrt. 39 e 51 Costituzione), che non è suscettibile di limitazioni o discriminazioni”.
Una lezione per il Ministro Fedeli ed i suoi predecessori, nonché per la Funzione Pubblica ed i partiti che hanno governato sinora favorendo in modo vergognoso le OOSS di stato, cinghia di trasmissione di quelle stesse forze politiche, con l’obiettivo di garantire in ogni modo il loro monopolio dei diritti ed una rappresentanza fittizia basata su leggi di comodo ed altrettanti loschi accordi anticostituzionali.
Una lezione anche per tutti quei ‘costituzionalisti di Sua Maestà’ (ben radicati anche dentro una certa ‘sinistra’ ormai ridotta alla frutta), sinora assolutamente muti a fronte di tali vergogne anche perché legati a doppio filo a quelle stesse Confederazioni (CGIL in primis) che, con il gioco delle parti, negli ultimi 30 anni hanno garantito come contropartita l’imposizione sui lavoratori dell’austerità voluta dalla ‘Troika’, il massacro degli stipendi, delle pensioni e del welfare.
Una buona premessa per la battaglia finale quando, nel mese di Giugno, si discuterà in Tribunale sull’aspettativa non retribuita del prossimo anno scolastico, dopo una ben diversa sentenza che, pilatescamente, non è entrata nel merito perché ‘non ci sarebbe’ stato ‘periculum in mora’, dal momento che all’inizio di quest’anno scolastico, in attesa che la giustizia si pronunciasse, sono stato costretto a mettermi in anno ‘sabatico’, senza stipendio e senza contributi. Non ci sono più ‘scuse’: l’anno sabatico non è ripetibile.
 
Stefano d’Errico
(Segretario Nazionale Unicobas)
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Marco Monzù Rossello nasce a Nicosia. Dopo la maturità classica si trasferisce prima a Catania e poi a Palermo dove consegue il diploma di laurea ISEF. Poco dopo, presso l’Università cattolica” Sacro Cuore” di Milano, consegue l’abilitazione all'insegnamento (SISS) nelle classi di concorso A029/A030. Successivamente, presso l’università degli studi di Roma “Tor Vergata”, ha conseguito la laurea magistrale. Presso l’università “Ca Foscari di Venezia ha acquisito la specializzazione per l’insegnamento del sostegno (SISS/SOS) classe di concorso AD00. Appassionato sin da subito al mondo della disabilità, tutt’oggi lavora in questo settore. Ex giocatore di pallavolo professionista, ha militato per 10 anni nella categoria serie B. Numerosi i corsi di formazione a cui ha partecipato, come pure i brevetti e gli attestati conseguiti. Attualmente svolge oltre alla professione di docente, anche quello di Segretario Regionale e Membro Nazionale del sindacato UNICOBAS SCUOLA E UNIVERSITA'.