Scuola, sono favorite le donne single al lavoro? Le opinioni dell'Anief
Scuola, sono favorite le donne single al lavoro? Le opinioni dell'Anief

Come tutte le donne, anche quelle che lavorano nella scuola hanno il diritto di godere della gioie della maternità. Tuttavia, non è sempre facile, per chi insegna od opera all’interno del personale ATA, conciliare il lavoro con la cura della famiglia. Lo sanno bene coloro che che hanno deciso di avventurarsi in tali esperienze lavorative, costrette a più di un sacrificio per poter andare avanti.
Quante donne, seppur controvoglia, debbono andare a fare le supplenti a centinaia di chilometri lontano da casa e dai loro affetti, dovendo rinunciare, almeno momentaneamente, alla maternità per assicurarsi un posto stabile dal punto di vista professionale. Questi (o simili) sono i pensieri del sindacato Anief posti all’interno di un recente comunicato reso noto da Orizzontescuola.it

Scuola e famiglia: due realtà inconciliabili?

Il comunicato Anief lascia intendere come molte insegnanti, dopo essere divenute di ruolo, riescono anche a crearsi una famiglia, ma non possono ricongiungersi con il proprio bambino, se ha più di otto anni di vita. Situazioni paradossali e inconcepibili, all’interno di un mondo lavorativo (quello della scuola) forse non ben tutelato e che le nostre istituzioni sembrano ignorare o, quantomeno, tenere in poca considerazione.
Dal punto di vista economico non si va meglio se si pensa che un’insegnante appena assunta stabilmente guadagna la misera cifra di 1200 euro, il triplo del reddito di inflazione nel caso in cui volesse rimanere a casa. Fare carriera? Non se ne parla, troppo complesso nel mondo della scuola ora come ora. E, dulcis in fundo, la pensione dopo 42 anni di onorato lavoro, che non corrisponde neanche al doppio dell’ipotetico assegno di disoccupazione che recepirebbe se non avesse mai lavorato!

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Il punto di Marcello Pacifico

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, parlando della festa della mamma e riallacciandosi alla situazione della donna operante nel mondo Scuola, ha dichiarato: ‘Perché festeggiare allora, e come festeggiare se, addirittura, come successo ad alcune maestre con diploma magistrale sei assunta ancorché con riserva per poi ritrovarti licenziata, così non potrai neanche mantenere quella famiglia che con stenti e sacrifici avevi costruito?’. Per Pacifico, se al giorno d’oggi si vuole lavorare nella scuola, la realtà dei fatti ti imporrebbe a rimanere single.
Fonte: Orizzontescuola.it