Inserimento in Gae possibile senza nessuna lesione dei diritti quesiti

L’inserimento dei diplomati magistrali nelle GAE è stato precluso dalla plenaria. Non può essere quella dell’inserimento a pettine la soluzione del problema, si dice. I docenti che vi figurano a pieno titolo dal 1999 ne verrebbero palesemente danneggiati. Eppure esiste una soluzione per evitare la lesione di questo diritto. Questo è quanto alcuni gruppi e associazioni di docenti hanno fatto presente al tavolo del Miur nel corso dell’incontro del 26 aprile scorso.

I pro

Si tratta di ripristinare le tre originarie fasce in cui erano divise le Gae. Nella prima andrebbero i docenti storici, nella seconda gli abilitati con 36 mesi di servizio e nella terza tutti coloro che ne sono sprovvisti. Anche i laureati in Scienze della Formazione Primaria dovrebbero essere coinvolti in questa operazione. In questo modo ognuno avrebbe garantito il rispetto del proprio diritto allo scorrimento in ruolo da doppio canale.

I contro

Nel corso di una trasmissione televisiva condotta su Rai 3 dal titolo Fuori Orario, Maddalena Gissi della CISL evidenziava la difficoltà di poter procedere in questa direzione. Per la verità lo stesso dubbio assale anche alcuni osservatori politici. La riapertura delle Gae a questo fine rischierebbe di produrre uno scontro istituzionale fra poteri dello Stato. Il governo dovrebbe legiferare in opposizione ad una sentenza del Consiglio di Stato. Per questo motivo occorre una procedura di reclutamento in grado di superare questo ostacolo.

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Modifiche alle normative vigenti

In realtà non c’è il contrasto paventato. Vero è che la plenaria ha, anche se erroneamente, applicato una legge (la L.296) che vieta l’accesso nelle Gae ma un cambio nella legge stessa supererebbe l’effetto tsunami provocato dalla pronuncia dei giudici di Palazzo Spada. Il Cds non può supplire il legislatore, limitandosi ad intervenire quando una norma di quest’ultimo non è chiara. Il parlamento è sempre in grado di intervenire per dirimere la questione. Può decidere di chiarire quella norma e di agire per una emergenza sociale qual è quella della revoca degli inserimenti nelle Gae, con una nuova legge che lo consenta.