intervista a Bruno Ventura di Azione Scuola in merito ai Diplomati Magistrali

Torniamo a parlare dei Diplomati Magistrali per capire quale sarà il loro futuro e le relative conseguenze, non solo sugli stessi ma anche sul sistema scolastico stesso. Ne parliamo affrontando il tema con Bruno Ventura di Azione Scuola, associazione culturale da sempre al fianco dei precari.

Intervista a Bruno Ventura, diplomati magistrali

D. A che punto sta la questione dei Diplomati Magistrali? Come sta evolvendo?
R. “ La questione dei diplomati magistrali sta assumendo un carattere di assoluta emergenza per via della fissazione dei meriti prevista per luglio. Nella riunione al quale ho partecipato lo scorso 26 Aprile il Miur era stato chiaro con l’intenzione di procedere alla discussione delle sentenze di merito. Entro quest’estate si ritroveranno tutti in seconda fascia, con grave pregiudizio per la stipula di contratti a tempo determinato specialmente al Sud”.
D. Ci parli delle varie proposte sul tavolo ponendo l’accento sulla soluzione proposta da Azione Scuola.
R. “Le proposte messe in campo dalle organizzazioni sindacali sono orientate verso l’estensione del transitorio anche per i docenti della scuola primaria e dell’infanzia. Ma sarebbe la peggiore soluzione in assoluto perché non si tiene conto di due questioni di assoluta importanza: la prima è che non c’è assolutamente il tempo di formare le commissioni che dovrebbero procedere ai colloqui orali, circostanza che impedirebbe di confermare i ruoli con riserva, mentre la seconda è che si verrebbero a creare graduatorie chilometriche al sud con la conseguente impossibilità dello scorrimento in ruolo prima di andare in pensione; quelle messe in campo dalle varie associazioni e gruppi prevedono fondamentalmente l’inserimento in una graduatoria di identico valore concorsuale, rispetto alle GM alle Gae, dalla quale pescare in quote percentuali uguali, quand’anche essa non fosse la Gae stessa con il ripristino delle tre fasce originarie. In questo modo sarebbe possibile trasferire i docenti storici dalla terza alla prima fascia mantenendo l’ordine di precedenza previsto dal doppio canale. Gli abilitati confluirebbero nella seconda, se in possesso del servizio di 36 mesi, oppure in terza se sprovvisti. Come Azione Scuola abbiamo consegnato questa proposta al Miur lo scorso 26 aprile.”
D. Cosa ne pensa delle sentenze del Tar in cui addirittura si parla di retrocessione dei DM in terza fascia?
R. “E’ vero che in alcune sentenze di merito il TAR ha recepito il parere espresso dal Consiglio di Stato in sede di adunanza plenaria lo scorso 20 dicembre 2017, ma nel farlo commette un grosso errore perché va contro la sentenza dello stesso organo giudicante del 2014 che sancisce il pieno titolo del valore abilitante del diploma magistrale. Ciò rende idonei i docenti in possesso di diploma all’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. Ci si augura che l’amministrazione ne tenga conto all’atto del depennamento dalle Gae per effettuare il corretto reinserimento nelle cosiddette graduatorie dei supplenti”.
D. Perché sia i DM sia gli Sfp meritano di aspirare entrambi al ruolo ponendo fine a questa eterna lotta tra “categorie”?
R. “Per loro natura tali titoli posseggono valore abilitante. Il diploma in virtù del decreto del ministro Berlinguer del 1997 che lo sancisce in misura definitiva. La laurea in Scienze della Formazione Primaria aveva, oltre il carattere abilitante, anche la natura ‘concorsuale’ istituita con la legge 53/2003, ancorché modificata nel 2011 con il nuovo ordinamento. Stiamo dunque parlando di due categorie totalmente affini in quanto costituite da docenti tutti abilitati all’insegnamento nell’infanzia e nella primaria. Ecco perché il provvedimento d’urgenza da più parti invocato le riguarda entrambe”.
D. Cosa ci si dovrà aspettare dal nuovo anno scolastico (2018/2019) ? Si assisterà davvero a un depennamento di massa dei Diplomati Magistrali?
R. “E’ difficile poter rispondere a questa domanda. Se non si mette mano subito alla questione purtroppo a settembre sarà il caos. I docenti retrocessi nella seconda fascia delle graduatorie di istituto avranno notevolissime difficoltà ad ottenere supplenze annuali. Al sud la situazione è ancora più drammatica in quanto il previsto turnover non riuscirà ad esaurire le Gae. Per poter lavorare molti saranno costretti a trasferirsi al nord, dove storicamente c’è più posto. Si tratta di difficoltà di ordine logistico e pratico per le quali è necessario un intervento a tutto campo della politica che vada dall’aumento delle cattedre in organico di diritto all’abrogazione del comma 131. L’auspicio è che le vicende legate alla formazione del nuovo governo possano trovare una quadra in tempi strettissimi. Un decreto legislativo che fosse emanato entro questa estate sarebbe in grado di salvare i ruoli con riserva, assicurando la continuità didattica e risolvendo il contenzioso in modo salvifico per le casse dello Stato. Ciò è tanto più vero in tutte quelle regioni dove ci sono classi di concorso esaurite per cui non ci sono controinteressati ai quali ledere un diritto. Non c’è nessuna ragione di attendere in questo senso. Inoltre, intervenendo anche nei confronti di tutti gli altri, anche di quelli privi di servizio, si garantirebbe in modo certo la stabilizzazione inserendoli in una graduatoria ‘concorsuale’ provinciale”.

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