Scuola, con la quota 100 precari in ruolo entro 5 anni

Il male endemico che affligge la scuola, si dice, è costituito dalla scarsità di cattedre specialmente al Sud. La Legge Fornero è la prima responsabile di questa situazione perché di fatto ha bloccato l’uscita dal lavoro. Gli effetti sul precariato della scuola sono stati devastanti, con oltre 300mila docenti precari ancora in attesa di poter entrare di ruolo. Ma il processo del turn over potrebbe avere una decisa accelerata se passasse la proposta di quota 100 del nascituro governo Lega – M5S. Italia Oggi spiega come può cambiare tutto in un articolo pubblicato oggi.

Sblocco dei pensionamenti

Sappiamo che qualsiasi piano assunzionale venga licenziato senza ristabilire i giusti rapporti di forza tra cattedre disponibili e numero di docenti in graduatoria è destinato a fallire. Qualora venga messo in atto il piano del governo Lega M5S per approvare quota 100, come riferisce Italia Oggi, 100mila docenti potrebbero abbandonare il precariato. Riportiamo di seguito il prospetto pubblicato da Tecnica della Scuola che illustra come potrebbe cambiare la situazione.

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Effetto moltiplicazione per 4

L’articolo riporta alcune stime condotte secondo le quali con le attuali leggi potrebbero essere tra i 20 e i 25 mila docenti andare in pensione entro il 31 dicembre 2019 in comune siano il requisito del possesso di 67 anni di età, unitamente ad una anzianità contributiva non inferiore a 20 anni ovvero, indipendentemente dall’età anagrafica, 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, se donna e 43 anni e tre mesi, se uomo. Queste cifre potrebbero essere incrementata del 4% nel caso in cui venisse approvata quota 100. L’abrogazione completa o anche solo parziale della legge Fornero, con la reintroduzione del sistema delle quote, permetterebbe ha 100000 docenti di andare in pensione già dall’anno successivo.

Capitolo ATA

Sono uscite importanti in nome dello svecchiamento che creano lo spazio per sostanziose immissioni in ruolo nell’immediato quelle sopra descritte. Anche il personale ATA ne beneficerebbe passando dalle 7-8 mila uscite del 2019 ad oltre 47 mila unità di lavoratori.