Il programma giallo-verde per la scuola attraverso le Commissioni

La scuola ha bisogno di interventi urgenti da parte della politica. Di Maio e Salvini hanno intenzione di realizzare diverse modifiche in base al contratto di governo stipulato tra Lega e M5S. Il brusco stop imposto dal Presidente della Repubblica all’avvio della diciottesima legislatura in Parlamento ha gettato nello sconforto tutta la categoria degli insegnanti. I più danneggiati appaiono senza dubbio i diplomati magistrali che vedono svanire la realizzazione del decreto d’urgenza per evitare il loro licenziamento e la retrocessione in seconda fascia. Ma è davvero tutto finito?

La possibilità

Atteso che il governo Cottarelli opererà privo della fiducia necessaria per durare fino all’inizio del prossimo anno, il lavoro sulla scuola può proseguire intanto in altra sede. Ad aprire a questa possibilità è stato l’onorevole Luigi Di Maio nel corso dell’intervista rilasciata a Pomeriggio 5, trasmissione televisiva condotta da Barbara D’Urso. “Via alle commissioni; finché non si va al voto c’è un’unica maggioranza” ha detto il leader pentastellato. Sulla stessa lunghezza d’onda il capo della Lega Matteo Salvini. Il tutto verrebbe elaborato dalla VII commissione cultura.

Gli interventi

Nei pensieri del MoVimento 5 Stelle c’è la revisione della fase transitoria dei docenti della scuola secondaria. Anche un articolo di Orizzonte Scuola lo descrive al punto in cui elenca tutti gli interventi da effettuare. Si parla di abolizione di chiamata diretta, di sdoppiamento delle classi pollaio che favorirebbe l’esaurimento delle Gae e di massima attenzione al precariato nella scuola dell’infanzia e nella primaria. Chiaro il riferimento alla questione dei diplomati magistrali. Torniamo a precisare che quando si parla di transitorio ci si rivolge esclusivamente ai docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, con la ferma convinzione di ridurre da 3 a 2 gli anni di tirocinio per i docenti non abilitati.

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Durata dei lavori

Il lavoro delle commissioni è notoriamente lungo perché conduce all’emanazione di una legge definitiva. Banalizzando il concetto possiamo dire che non si farà in tempo per settembre. I depennamenti dalle Gae non si potranno evitare. L’unico modo per risolvere la questione sarebbe stato quello di approvare un decreto legge urgente da parte del governo uscente Gentiloni. Ma il ministro Valeria Fedeli, nonostante le pressioni esercitate da tutti, non ne ha voluto sapere.