Scuola, ministro Marco Bussetti: 'Ridare dignità a tutti, diplomati magistrale è urgenza'

Si è svolto questa mattina il passaggio di consegne tra l’ex Ministro dell’Istruzione del Governo Gentiloni, l’onorevole Valeria Fedeli, e il nuovo Ministro del dicastero di Viale Trastevere, l’onorevole Marco Bussetti. A questo proposito il nuovo numero uno della scuola e dell’istruzione nel nostro Paese ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni alla stampa.

Miur, Marco Bussetti prende il testimone dalle mani di Valeria Fedeli

‘Ridare dignità a chi lavora nella scuola, a tutto il personale, dagli insegnanti, agli amministrativi, ai dirigenti – ha sottolineato il Ministro Bussetti – Ridare slancio, certezze e stabilità al sistema di Istruzione saranno gli obiettivi del mio mandato. Senza tralasciare, ovviamente, il sistema dell’Università e della Ricerca, che sono motore per lo sviluppo del Paese”.

‘Priorità e urgenze vengono prima di tutto, a partire dai diplomati magistrali’

‘Con la Ministra uscente ci siamo confrontati sulle priorità relative ai settori di competenza del MIUR e sulle urgenze – ha proseguito il neo ministro del Governo presieduto dal premier Giuseppe Conte. ‘Ci sono priorità e urgenze da risolvere, a partire da quella dei diplomati magistrali. Ma ci siamo confrontati anche sulla necessità di dare continuità al lavoro che il Ministero sta portando avanti sotto il profilo di quei principi guida e di quelle azioni che guardano all’interesse e al bene delle studentesse, degli studenti e delle loro famiglie”.
Potrebbe interessarti:  Diplomi falsi per ottenere il posto, indagato Personale ATA

L’intento del nuovo Ministro, dunque, sarebbe quello di proseguire il lavoro intrapreso dall’ex ministro Fedeli, con un occhio di riguardo a quelli che sono i temi scottanti del momento, primo fra tutti la ‘querelle’ relativa ai diplomati magistrali. Per il momento, non è stato tirato in ballo l’argomento clou, ovvero la riforma Buona Scuola di Renzi, anche se le dichiarazioni rilasciate in passato dal ministro Bussetti non lasciano intendere ad una prossima rivoluzione scolastica e ad un’inversione di marcia rispetto a quella intrapresa dall’ex premier del Partito Democratico.